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I PROGETTI

ALISEI ONG svolge il proprio lavoro identificando, pianificando e realizzando progetti di cooperazione allo sviluppo, aiuto umanitario ed educazione allo sviluppo.

Come nasce un progetto?

Un progetto nasce in risposta ad una richiesta di aiuto o di supporto di comunità e popolazioni in stato di bisogno a fronte di emergenze improvvise (calamità naturali, guerre ad es.) o di una condizione di precarietà cronica (diseguaglianze, povertà, fame, disoccupazione, etc.) che richiedono rispettivamente un intervento di emergenza (che dura in genere dai 3 ai 9 mesi) o di sviluppo (pluriennale).

Chi pianifica il progetto?

Lavoriamo sempre “insieme” ad una pluralità di attori. Spesso è una Ong, una associazione o un’istituzione attiva nel Paese di intervento che ci scrive chiedendo di collaborare per rispondere ai bisogni della popolazione locale. Noi mettiamo a disposizione le nostre competenze e la pluriennale esperienza internazionale nei diversi settori e nella gestione amministrativa delle risorse economiche.

Chi finanzia il progetto?

Ci attiviamo insieme ai partner locali per promuovere il progetto e reperire le risorse necessarie alla sua realizzazione attraverso la cosiddetta “raccolta fondi” e cioè la ricerca di sovvenzioni pubbliche (a titolo di liberalità) da parte degli enti istituzionali specializzati nella cooperazione internazionale (Commissione Europea, Ministero degli Affari Esteri italiano, Nazioni Unite ad es.), delle fondazioni benefiche e dei donatori privati che decidono di sostenere un progetto con una donazione. Nella maggior parte dei casi partecipiamo ai complessi bandi pubblici per la concessione di una sovvenzione preparando proposte tecniche di progetto in cui vengono dettagliate le singole azioni, i costi (budget), la durata, i beneficiari, i partner e la metodologia. La nostra proposta viene valutata da commissioni di esperti esterni e se soddisfa una pluralità di requisiti tecnici ed economici viene approvata dopo mesi di istruttoria. L’ente finanziatore co-finanzia solo una parte del progetto (dal 50 al 90% del budget necessario) attraverso l’erogazione di rate parziali che devono essere integralmente rendicontate durante l’esecuzione del progetto e sottoposte a certificazione contabile da parte di un auditor esterno. L’altra parte del cofinanziamento viene reperita con il fund raising privato, il 5 per mille, le donazioni e la ricerca di altri contributi. Tutti i nostri progetti sono monitorati, valutati da esperti esterni, auditati e certificati e in media il 92% delle risorse raccolte finanzia i costi diretti del progetto (stipendi dello staff espatriato e locale, materiali, equipaggiamenti, attività del progetto, costi di monitoraggio, la logistica locale) e l’8% i costi della struttura generale della Ong. Le risorse raccolte sono destinate cioè quasi interamente ai beneficiari e non possono in nessun caso generare un profitto per l’associazione. La natura non profit (Onlus) di ALISEI ONG infatti significa che qualsiasi avanzo di gestione deve essere destinato ai progetti.
Reperire le risorse necessarie ai progetti è una sfida difficile, tenuto conto della crisi del welfare state e della crisi internazionale degli ultimi anni, che ha sempre più ridotto i fondi disponibili, pubblici e privati, per la cooperazione allo sviluppo. Per questo è fondamentale il tuo sostegno, la tua donazione per realizzare progetti di qualità ed essere autonomi nella realizzazione dei nostri obiettivi.

Chi realizza il progetto?

Da sempre realizziamo i nostri progetti insieme ai nostri partner locali e agli stessi beneficiari, che fin dalla prima fase di identificazione dei bisogni sono protagonisti e responsabili delle azioni. Ci adoperiamo preliminarmente per ottenere anche la partecipazione delle autorità locali, attraverso la concessione di autorizzazioni e la stipula di accordi operativi che implicano un contributo in termini di risorse umane o finanziarie e la presa in carico delle infrastrutture sociali che costruiamo (scuole, ospedali, pozzi, tribunali, strade, etc.). Crediamo infatti nella metodologia dello sviluppo partecipativo in cui i cosiddetti “beneficiari” e le autorità locali sono i veri attori e proprio dalla loro adesione, autonomia e azione dipende il successo e la sostenibilità nel tempo degli interventi.

Chi è il proprietario del progetto?

I beneficiari e le autorità locali. Tutti i beni che acquistiamo, produciamo o costruiamo (case, scuole, ospedali, pozzi, latrine, libri, banchi, microcentrali idroelettriche, sementi, medicine, etc.) li doniamo a loro e lavoriamo perché ne diventino i diretti responsabili. Crediamo infatti nella“cooperazione”, che non genera dipendenza dall’aiuto esterno. E’ un lavoro ambizioso e complesso che garantisce la sostenibilità delle azioni. E’ sicuramente una sfida complessa e faticosa da praticare giorno per giorno, perché richiede di stimolare cambiamenti culturali, cambiamenti dello status quo cui è connesso l’inevitabile sorgere del “conflitto” come vettore del cambiamento. Il beneficiario/“attore” mette in gioco le sue risorse, le sue capacità e le sue esperienze sviluppando senso di appartenenza e partecipando a processi democratici vantaggiosi per la crescita civile della sua comunità. A sua volta ci trasmette in ogni fase del progetto gli utili insegnamenti della sua cultura e della sua tradizione, per aiutarci a valorizzare e rispettare le risorse locali e a crescere insieme grazie allo scambio di saperi e di conoscenze.