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LA SCOLARIZZAZIONE NEI 5 VILLAGGI AUTOCTONI DELLA BOUENZA

Poco più di un anno è passato dall’inizio del progetto di tutela dei diritti delle comunità autoctone in Congo. Un anno complesso, in cui la pandemia ci ha costretti a sospendere le attività sul terreno per diversi mesi nel rispetto delle misure di prevenzione adottate dal governo congolese per far fronte all’emergenza sanitaria.
Ma i diritti non si possono sospendere.
L’impegno di Alisei e del suo partner AMACO è stato quindi in primis quello di riprendere rapidamente l’organizzazione della formazione degli insegnanti e cominciare le campagne di alfabetizzazione per i bambini e gli adulti nei villaggi del distretto di Tsiaki. Obiettivo raggiunto! In pochi mesi, grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea, 10 insegnanti sono stati formati sul metodo didattico ORA (Osservare, Agire, Riflettere), la cui efficacia per l’apprendimento dei bambini autoctoni è già stata provata nel nord del Paese, le scuole mobili allestite ed equipaggiate con banchi, sedie e lavagne, i corsi di alfabetizzazione iniziati in tutti i villaggi, 250 kit scolastici distribuiti e le prime campagne di sensibilizzazione sull’importanza dell’istruzione realizzate.

E adesso, finalmente tutti a scuola!
Il progetto é cofinanziato da Alisei grazie al sostegno di tutti voi
Sostieni il progetto cliccando a questo link
GRAZIE !

IL NOSTRO PROGETTO PER I DIRITTI DEI POPOLI INDIGENI IN CONGO MENZIONATO DALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE

Siamo orgogliosi che il nostro progetto “Renforcement des capacités de promotion et protection des droits des peuples autochtones de la Bouenza” in Congo, è stato menzionato dall’alto Rappresentante degli Affari Esteri della UE nella sua dichiarazione per la giornata mondiale dedicata ai diritti dei popoli indigeni: Link

Aiutaci a sostenere il progetto a difesa dei diritti dei Pigmei della Bouenza cliccando sul link seguente: Congo_diritti umani

Rapporto sugli obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2018

L’ONU hanno pubblicato il rapporto annuale che delinea i progressi realizzati e le sfide che ancora restano da affrontare per raggiungere i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SGDs) stabiliti nel 2015 dall’ambiziosa Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

I dati più significativi che emergono da quest’ultimo report riguardano i seguenti SDGs:

N. 2_ “porre fine alla fame, realizzare la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile”: tra il 2015 e il 2016 le persone denutrite sono aumentate di 38 milioni (+0,4%). Oltre a denutrizione e deperimento, si acuiscono i problemi di “mal nutrizione”: l’obesità colpisce 38 milioni di bambini e 2 miliardi di persone nel mondo. Uno dei pilastri della sicurezza alimentare riguarda infatti l’utilizzo stesso degli alimenti, che non deve mai trasformarsi in abuso (FAO).

N. 4_ “assicurare un’istruzione inclusiva ed equa per tutti”: l’accesso all’istruzione continua ad essere molto impari e legato al genere. Inoltre, più della metà dei bambini e degli adolescenti del mondo non raggiunge i requisiti minimi in termini di capacità di lettura e conoscenza matematica.

N.5_ “raggiungere la parità di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze”: se da un lato alcune forme di discriminazione di genere sono diminuite, dall’altro le donne nel mondo continuano ad essere private di diritti e di opportunità. Nel 2017 una ragazza su 3, tra i 15 e i 19 anni, è stata soggetta a mutilazioni genitali nei 30 paesi del mondo dove questa pratica è ancora diffusa.

N.13_ “adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze”: il 2017 è stato uno dei 3 anni più caldi della storia e la temperatura media registrata nel periodo 2013 – 2017 è stata la più alta di sempre.
Per contribuire a contrastare il cambiamento climatico e i suoi impatti negativi, è stata ratificato l’accordo COP21 (2015), firmato da 167 paesi con l’obiettivo di limitare le emissioni a partire dal 2020. Tuttavia, questo accordo ha già generato non poche critiche, soprattutto riguardanti l’eccessiva ambiziosità e la concreta fattibilità del programma.

I dati evidenziati dal report sono ancora più preoccupanti se analizzati rispetto alle attuali previsioni di crescita demografica, che solo per l’Africa prevedono la presenza di più di un miliardo di persone in più entro il 2050. Sulla base di questo andamento, gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ad oggi già molto problematici e di complesso raggiungimento, richiederanno interventi ancora più incisivi.

Per saperne di più leggi il rapporto completo: https://unstats.un.org/sdgs/report/2018 .

“N’ Gue Kinte Non” – La nostra famiglia

A Sao Tomé e Principe, promuoviamo le buone pratiche sulla nutrizione per le donne in gravidanza e per i neonati nei primi 1000 giorni di vita, enfatizzando l’importanza dell’allattamento e valorizzando gli alimenti dell’agricoltura locale. Con campagne di comunicazione rivolte a mamme, papà e alle comunità, ateliers, formazioni, manifesti e incontri, viene spiegata l’importanza, per lo sviluppo del bambino, di una alimentazione equilibrata durante la gravidanza. I formatori comunitari mostrano come allattare correttamente e spiegano che il latte materno è il miglior alimento per i neonati dalla nascita fino a 6 mesi. Dopo i primi sei mesi al latte materno vanno affiancate pappe a base di alimenti genuini, variegati e di qualità.
Viene sottolineata l’importanza della prevenzione delle malattie, dell’abbigliamento del bambino, dell’igiene dell’ambiente domestico e delle cure affettive.

Gabon, Alisei Ong a sostegno del diritto allo studio

A Donguila, Alisei Ong in collaborazione con i monaci benedettini della Missione Saint Paul sostiene l’istruzione dei bambini dei villaggi delle zone vicine alla Missione.
Alle classi sono stati consegnati i manuali didattici per i diversi cicli formativi, gessi, pastelli colorati e materiale ricreativo. E’ in corso inoltre la riabilitazione di una parte delle strutture dell’edificio scolastico.
Questo progetto permette la frequenza scolastica in un’area isolata e remota del Paese in cui la scuola della Missione rappresenta l’unica opportunità di accesso all’istruzione per i bambini