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CIAD_LA CREAZIONE DI UN CORRIDOIO DI TRANSUMANZA A PROTEZIONE DEL PARCO DI ZAKOUMA

In Tchad stiamo proteggendo  la biodiversità del Parco Nazionale di Zakouma, il più importante del paese, esteso per circa 3.000 km quadrati a protezione dell’ecosistema sudano-saheliano, unico al mondo. Stiamo lavorando nella piana del Gara, a sud ovest del Parco, zona di intensa pastorizia, attraversata ogni anno da decine di migliaia di capi di bestiame e da famiglie di allevatori nomadi che nell’allevamento trovano l’unica fonte di sussistenza. Dopo un lungo periodo di dialogo e di confronto con le comunità, di concerto con le autorità tradizionali e con i rappresentanti degli allevatori, siamo riusciti a giungere all’accordo di tutte le varie parti per la creazione di un corridoio di transumanza – lungo oltre 300 km.! – rigorosamente esterno al Parco in modo da preservarne l’integrità. L’assemblea nel villaggio di Kié-Kié ha sancito l’approvazione del corridoio e ha creato un comitato che seguirà la posa di 600 cippi di segnalazione.

World Wildlife Day 2019

Negli oceani sono state identificate oltre 200.000 specie marine e vi sono i più grandi ecosistemi della Terra, che includono magnifiche creature e i più grandi mammiferi, come la balenottera azzurra.
La fauna marina ha sostenuto la civilizzazione umana e lo sviluppo per millenni, fornendo cibo e nutrimento e arricchendo le nostre vite dal punto di vista culturale, spirituale e ricreativo.
Oggi questa meravigliosa #biodiversità è minacciata dalla pesca intensiva, dal cambiamento climatico, dall’inquinamento e da modelli di sviluppo del tutto insostenibili.
Il worldwildlifeday di quest’anno sarà centrato sull’importanza di proteggere la biodiversità marina!

ALISEI a sostegno del Parco Nazionale di Zakouma

In Tchad siamo impegnati nella tutela della meravigliosa biodiversità del Parco Nazionale di Zakouma, il più importante del paese, esteso per circa 3.000 km quadrati nella fascia sudano-saheliana, nelle regioni del Salamat e del Guera.

Il nostro progetto interviene nella piana del Gara, ai confini meridionali del Parco, per razionalizzare l’utilizzo condiviso delle risorse agro-pastorali da parte delle comunità dell’area e prevenire lo sfruttamento indiscriminato delle risorse del Parco.

La piana del Gara ogni anno, durante la stagione secca (da novembre ad aprile), viene infatti attraversata da decine di migliaia di capi di bestiame (zebu, dromedari, etc.) in transumanza dalle zone desertiche del nord alla ricerca di acqua e di pascoli. Grazie al nostro intervento il percorso della transumanza verrà delimitato e tenuto all’esterno del Parco, prevenendo le intrusioni degli animali che mettono a rischio il prezioso e fragile ecosistema.
Tra le attività in corso, stiamo provvedendo a scavare bacini di abbeveramento per gli animali (“mares”) e a fornire servizi di vaccinazione e cura nei villaggi lungo il corridoio di transumanza.

La storia della lumaca gigante OBO

La lumaca gigante Obô di São Tomé è presente nella IUCN Red List, come specie vulnerabile e in rapido declino.
La IUCN Red List è un indicatore della salute della #biodiversità nel mondo, uno strumento per informare e indirizzare le azioni e le politiche di protezione delle specie a rischio. Ci sono tre principali cause per il declino della lumaca Obô, che ora si trova solo all’interno del Parco naturale di Obô. Uno tra questi è la distruzione del suo habitat naturale, dovuto alla crescente domanda di legname per edifici e piantagioni. Un altro motivo è l’utilizzo della lumaca gigante come alimento e medicinale. Infine l’introduzione nel suo habitat di specie invasive, per esempio l’Archachatina marginata. Questa specie di lumaca si è diffusa molto rapidamente, come riportato dal progetto Forest Giants, grazie alla sua capacità di adattarsi a diversi ambienti, tra cui piantagioni e aree urbane, contribuendo a ridurre il numero di lumache giganti Obô.

La lumaca gigante di Sao Tomé e Principe

Avete mai sentito parlare della lumaca gigante? Probabilmente no, perché vive solo a Sao Tomè e Principe, dove tutti la chiamano buzio d’Obô, dal nome della foresta vergine che la ospita.
Seguiteci per saperne di più e per scoprire come possiamo proteggere questo inestimabile patrimonio di biodiversità!

03/03/2017 “WORLD WILDLIFE DAY”: LISTENING TO THE YOUNG VOICES

03/03/2017 “WORLD WILDLIFE DAY”: LISTENING TO THE YOUNG VOICES

“Le nuove generazioni sono gli attori del cambiamento. Stiamo già assistendo agli effetti positivi sui temi della conservazione ambientale dell’azione di alcuni giovani leaders”.

Il 3 Marzo è il giorno dedicato dall’ONU (United Nations – CITES) alla conservazione degli animali e delle piante selvatiche, che negli ultimi 40 anni hanno sofferto una drammatica riduzione di circa il 50%.
L’obiettivo di quest’anno è incoraggiare i giovani, che rappresentano un quarto della popolazione mondiale, ad agire per tutelare la flora e la fauna selvatica esposte a gravi rischi di estinzione a causa del bracconaggio, che é diventato una delle principali fonti internazionali di profitti illegali.

Alisei Ong-Onlus, nell’ambito dei propri progetti di cooperazione allo sviluppo, opera per sensibilizzare e coinvolgere attivamente le comunità locali nella conservazione e nell’utilizzo sostenibile delle risorse naturali.
Il progetto “Farm Forestry and natural resources conservation” realizzato in Kenya a protezione di una delle foreste più importanti dell’Africa Orientale nell’area di Arabuko–Sokoke–Goshi è stato premiato dalla FAO e dal Ministero dell’Agricoltura del Kenya. Alisei è intervenuta in Gabon per sviluppare l’ecoturismo nel Parco di Ivindo e contribuire alla preservazione della foresta primaria e nell’ambito del progetto di sicurezza alimentare On Mange Local, promuove insieme a Brainforest buone pratiche agroforestali compatibili con la tutela degli elefanti. A São Tomé e Principe lavoriamo per promuovere l’ecoturismo e la protezione delle mangrovie e dei cetacei e delle tartarughe nel Parco Nazionale di Obò – sito di Praja Jalé, uno dei principali luoghi per la riproduzione della tartaruga Verde, della Couro, o Gigante, e della Pente, tutte e tre specie minacciate. In Ciad stiamo lavorando per la gestione sostenibile e la conservazione delle risorse nell’area di uno dei più importanti parchi dell’Africa Centrale.

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