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SAO TOME’ E PRINCIPE_L’IMPEGNO DI ALISEI ONG ONLUS NELL’EMERGENZA COVID 19

Per rispondere all’emergenza sanitaria e alimentare provocata dalla pandemia Covid-19 a Sao Tomè e Principe, Alisei è in prima linea in un programma di distribuzione di panieri alimentari di base a sostegno della popolazione. Dal mese di marzo, nonostante le mille difficoltà, i nostri collaboratori e volontari sono impegnati nell’organizzare la raccolta e la distribuzione di 8 tonnellate di farine realizzate con banana pane, banana prata e manioca dai trasformatori locali.
Si tratta di un programma particolarmente importante in questo momento di crisi perché anche Sao Tomè è stata duramente colpita dalla pandemia con oltre 700 casi accertati e l’introduzione di misure molto restrittive (coprifuoco e chiusura frontiere) che mettono a rischio l’economia locale e la stessa sicurezza alimentare delle persone. Le farine distribuite gratuitamente sono realizzate con prodotti dell’agricoltura locale dall’Unità di trasformazione FlutaNon e altri piccoli trasformatori, rispondendo ai bisogni primari legati a questa emergenza.

Scopri come sostenere il progetto a questo link

22 Maggio_Giornata mondiale per la biodiversità

Secondo il Rapporto sulla biodiversità globale 2019 (IPBES, link) le principali cause della perdita di biodiversità sono il cambiamento climatico, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, l’inquinamento e l’urbanizzazione. Il 75% di queste e’ connesso ad attività umane.

La pandemia Covid-19 ha dimostrato tutta la nostra fragilità e, mentre l’umanità é chiamata a rivedere il suo rapporto con la natura, una cosa é certa: nonostante tutti i progressi tecnologici siamo completamente dipendenti da ecosistemi variegati, sani e vitali per la nostra salute, per l’acqua, cibo, le medicine, l’energia.

“Le nostre soluzioni si trovano nella natura”: é questo il motto di quest’anno per la tutelare la biodiversità!
link

Progetto Zakouma: acqua significa resilienza e biodiversità

C’è spazio per tutti al bacino idrico di Al-fasallah che abbiamo appena terminato in Ciad!

Non solo gli animali di allevamento ma anche gli animali selvatici del vicino Parco di Zakouma (https://bit.ly/2xjAErF) si avvicinano alla ricerca di acqua (link).
L’accesso all’acqua da una parte aiuta a sostenere la resilienza degli allevatori e delle comunità agricole e dall’altra contribuisce a salvaguardare la preziosa biodiversità del Parco nel subsahel ciadiano.
Per maggiori informazioni vai alla campagna: https://bit.ly/3c7eQ0W

PANDEMIA COVID19, BISOGNA AGIRE

La pandemia è l’ennesimo campanello d’allarme. È il momento di agire.
La distruzione della natura mette a rischio la nostra stessa sopravvivenza.
Il 75% dei virus come il covid 19 sono di origine animale.
La tutela dell’ecosistema e della biodiversità è vitale per prevenire nuove epidemie.
Non possiamo mantenere gli attuali modelli di “sviluppo”. Dobbiamo lavorare in armonia con la natura, prevenire il cambio climatico e la perdita della biodiversità.
Se falliamo fallisce l’umanità, 

Per saperne di più guarda il  link al video di UNEP

FERMIAMOCI, E’ IL MOMENTO DI RIFLETTERE SUL NOSTRO STILE DI VITA E MODELLO DI “SVILUPPO”

“All’inizio pensai che stavo combattendo per salvare gli alberi della gomma, poi ho pensato che stavo combattendo per salvare la foresta pluviale dell’Amazzonia. Ora capisco che sto lottando per l’umanità…”
(Chico Mendes)

Ci troviamo nel mezzo di una grave crisi sanitaria che ci lascia sgomenti e che conferma come il nostro modello di sviluppo sia fragile e squilibrato, rendendoci tutti improvvisamente vulnerabili al verificarsi di crisi globali.

Alisei da più di 30 anni opera per promuovere uno sviluppo sostenibile ed equo, lavorando in contesti di precarietà ed emergenza, a fianco delle persone più fragili e a rischio.

L’aumento delle disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza, la crescita demografica incontrollata nelle aree più povere del pianeta, dove l’assenza di istruzione e la violazione dei diritti delle donne rappresentano la norma, producono effetti devastanti e incontrollabili.
Le risorse ambientali sono in esaurimento. Il Nord del mondo a maggio avrà già consumato le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno (“overshoot day”), provocando gravi effetti sul cambio climatico a scapito innanzitutto dei paesi più poveri.

La nostra Europa, nata sulle macerie della seconda guerra mondiale per prevenire il ripetersi degli orrori della guerra, è afflitta dagli egoismi nazionali, e non ha saputo, negli ultimi venti anni, mettere al centro del proprio operato la solidarietà e la tutela dei diritti.

In questi giorni, in cui siamo chiamati a ridurre la frenesia della nostra routine quotidiana, l’invito è quello di fermarsi a riflettere, a comprendere come sia indispensabile cambiare profondamente i nostri stili di vita e i nostri modelli di sviluppo, ripartendo dalla solidarietà, dalla tutela dell’ambiente e dal valore dei beni pubblici.

Di seguito alcuni testi sullo sviluppo sostenibile che tutti dovremmo leggere e rileggere:
Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo del 1992 dell’ONU
Rapporto su popolazione e sviluppo – Conferenza internazionale del Cairo, 1994
L’enciclica laudato sì di Papa francesco 

PIANIFICAZIONE FAMIGLIARE, DIRITTI DELLE DONNE E SVILUPPO – UN BILANCIO A 25 ANNI DALL’ICPD

Nel 1994 alla Conferenza Internazionale del Cairo su Popolazione e Sviluppo (“ICPD”), 179 Paesi definirono un rivoluzionario Programma d’Azione, che nella tutela dei diritti delle donne – in termini di salute riproduttiva, eguaglianza di genere, empowerment – individuava il pilastro essenziale per lo sviluppo, per il benessere individuale e per il diritto alla maternità volontaria e responsabile.

A 25 anni di distanza, secondo l’ UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, emerge un bilancio contrastato che, se da un lato rileva diversi trend di miglioramento, dall’altro sottolinea il permanere di gravi criticità connesse alla condizione di subalternità delle donne e all’aumento delle diseguaglianze, specie nei paesi più poveri.
Tra i dati più salienti é possibile notare come il tasso di mortalità materna si sia ridotto del 40 %, un risultato importante ma ancora lontano dagli obiettivi dell’ICPD, considerando che ancora oggi circa 800 donne muoiono di parto ogni giorno. Le gravidanze indesiderate sono diminuite del 16% grazie all’aumento dell’utilizzo dei contraccettivi, ma condizioni di estrema povertà precludono a gran parte della popolazione globale la possibilità di qualsiasi pianificazione familiare (“Mother by choice, not by chance”). Infatti, sono ancora numerose le adolescenti che subiscono la gravidanza e anche incorrono in gravi rischi legati a un parto non assistito.

L’effettivo riconoscimento del diritto ad una maternità responsabile e volontaria rimane una priorità assoluta per i programmi di sviluppo e per ridurre la povertà, in un contesto storico in cui, nonostante il ridursi dei tassi medi di fertilità, le previsioni di una crescita demografica incontrollata sono molto preoccupanti – 2,2 miliardi di persone in più nel 2050 secondo le stime della stessa UNFPA.

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