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Progetto Zakouma _ Completate le attività di difesa ambientale e di prevenzione degli effetti del cambiamento climatico

l nostro progetto di cooperazione allo sviluppo a sostegno delle popolazioni della Regione del Salamat, colpite dagli effetti del cambiamento climatico (43000 contadini e allevatori) e per la protezione di un patrimonio di biodiversità unico al mondo, il Parco Nazionale di Zakouma (https://bit.ly/2DBVG7q), è giunto al completamento, nonostante le difficoltà legate alle difficili condizioni dell’area di intervento (isolamento, insicurezza, eventi estremi causati dal cambiamento climatico) e, nell’ultimo periodo, all’esplosione anche in Ciad della pandemia Covid-19 – che ha comportato la chiusura delle frontiere, il coprifuoco e difficoltà alla mobilità.

In 40 mesi di lavoro, grazie al cofinanziamento dell’Unione Europea e di tanti altri donatori cui va il nostro ringraziamento e quello dei beneficiari finali, abbiamo realizzato tantissime opere innanzitutto per rendere disponibile una risorsa, l’acqua, fondamentale per la vita e per la resilienza degli abitanti di questa regione: 4 pozzi profondi alimentati a pannelli solari; 4 grandi bacini idrici per l’abbeveramento degli animali al pascolo e per gli stessi animali selvatici protetti dal Parco.
Oltre a questo, abbiamo facilitato un processo di dialogo e di concertazione tra comunità stanziali e nomadi, con il coinvolgimento delle autorità centrali, locali e tradizionali, raggiungendo dopo anni di conflitti un risultato determinante per la coesistenza pacifica delle popolazioni e per la stabilità dell’area: l’identificazione e la costruzione di un corridoio di transumanza riconosciuto da tutti (oltre 300 km) dove ogni anno passeranno pacificamente decine di migliaia di animali, conciliando gli interessi degli agricoltori, degli allevatori e del Parco.

Il corridoio è stato supportato dalla costruzione di 3 parchi di vaccinazione e da 3 mini farmacie veterinarie.
Tutte le infrastrutture costruite sono state donate ai rappresentanti delle comunità locali, organizzati in Comitati di Gestione, formati con metodo partecipativo per la gestione e per la manutenzione delle opere favorendo l’appropriazione e la sostenibilità nel tempo dell’intervento.

Con alcuni prossimi post, ci teniamo a ripercorrere con voi alcune tappe fondamentali di questa bellissima storia di impegno, solidarietà, partecipazione democratica, di co-operazione allo sviluppo, ringraziando per il grande sostegno e supporto.

IL NOSTRO PROGETTO PER I DIRITTI DEI POPOLI INDIGENI IN CONGO MENZIONATO DALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE

Siamo orgogliosi che il nostro progetto “Renforcement des capacités de promotion et protection des droits des peuples autochtones de la Bouenza” in Congo, è stato menzionato dall’alto Rappresentante degli Affari Esteri della UE nella sua dichiarazione per la giornata mondiale dedicata ai diritti dei popoli indigeni: Link

Aiutaci a sostenere il progetto a difesa dei diritti dei Pigmei della Bouenza cliccando sul link seguente: Congo_diritti umani

SAO TOME’ E PRINCIPE_L’IMPEGNO DI ALISEI ONG ONLUS NELL’EMERGENZA COVID 19

Per rispondere all’emergenza sanitaria e alimentare provocata dalla pandemia Covid-19 a Sao Tomè e Principe, Alisei è in prima linea in un programma di distribuzione di panieri alimentari di base a sostegno della popolazione. Dal mese di marzo, nonostante le mille difficoltà, i nostri collaboratori e volontari sono impegnati nell’organizzare la raccolta e la distribuzione di 8 tonnellate di farine realizzate con banana pane, banana prata e manioca dai trasformatori locali.
Si tratta di un programma particolarmente importante in questo momento di crisi perché anche Sao Tomè è stata duramente colpita dalla pandemia con oltre 700 casi accertati e l’introduzione di misure molto restrittive (coprifuoco e chiusura frontiere) che mettono a rischio l’economia locale e la stessa sicurezza alimentare delle persone. Le farine distribuite gratuitamente sono realizzate con prodotti dell’agricoltura locale dall’Unità di trasformazione FlutaNon e altri piccoli trasformatori, rispondendo ai bisogni primari legati a questa emergenza.

Scopri come sostenere il progetto a questo link

22 Maggio_Giornata mondiale per la biodiversità

Secondo il Rapporto sulla biodiversità globale 2019 (IPBES, link) le principali cause della perdita di biodiversità sono il cambiamento climatico, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, l’inquinamento e l’urbanizzazione. Il 75% di queste e’ connesso ad attività umane.

La pandemia Covid-19 ha dimostrato tutta la nostra fragilità e, mentre l’umanità é chiamata a rivedere il suo rapporto con la natura, una cosa é certa: nonostante tutti i progressi tecnologici siamo completamente dipendenti da ecosistemi variegati, sani e vitali per la nostra salute, per l’acqua, cibo, le medicine, l’energia.

“Le nostre soluzioni si trovano nella natura”: é questo il motto di quest’anno per la tutelare la biodiversità!
link

Progetto Zakouma: acqua significa resilienza e biodiversità

C’è spazio per tutti al bacino idrico di Al-fasallah che abbiamo appena terminato in Ciad!

Non solo gli animali di allevamento ma anche gli animali selvatici del vicino Parco di Zakouma (https://bit.ly/2xjAErF) si avvicinano alla ricerca di acqua (link).
L’accesso all’acqua da una parte aiuta a sostenere la resilienza degli allevatori e delle comunità agricole e dall’altra contribuisce a salvaguardare la preziosa biodiversità del Parco nel subsahel ciadiano.
Per maggiori informazioni vai alla campagna: https://bit.ly/3c7eQ0W

PANDEMIA COVID19, BISOGNA AGIRE

La pandemia è l’ennesimo campanello d’allarme. È il momento di agire.
La distruzione della natura mette a rischio la nostra stessa sopravvivenza.
Il 75% dei virus come il covid 19 sono di origine animale.
La tutela dell’ecosistema e della biodiversità è vitale per prevenire nuove epidemie.
Non possiamo mantenere gli attuali modelli di “sviluppo”. Dobbiamo lavorare in armonia con la natura, prevenire il cambio climatico e la perdita della biodiversità.
Se falliamo fallisce l’umanità, 

Per saperne di più guarda il  link al video di UNEP