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IL 70-mo anniversario della dichiarazione dei Diritti dell’Uomo

Adottata 70 anni fa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti umani stabilisce, per la prima volta, i diritti umani fondamentali e inalienabili che spettano ad ogni persona senza discriminazione di genere, razza o credo.
In questo documento fondamentale per l’emancipazione dei popoli viene anche riconosciuto l’impegno da parte degli Stati non solo alla protezione dei diritti ma anche alla loro diffusione e promozione.
Per la sua importanza, la Dichiarazione è stata tradotta in più di 500 lingue! https://bit.ly/1kYiZcO

12 Febbraio – Stop all’uso dei bambini soldato

Il 12 febbraio è l’anniversario dell’approvazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del Protocollo facoltativo sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati, uno strumento del diritto internazionale fondamentale per la tutela legale dei minori impiegati come soldati.
Alisei Ong ha promosso la nascita della Coalizione “Stop all’uso dei bambini soldato”, ramo italiano della Coalition to stop Child Soldiers che ha sostenuto l’impegno della Commissione ONU per I Diritti Umani, incaricata della stesura del Protocollo.
Il coinvolgimento e l’utilizzo di bambini nei conflitti armati rappresenta una barbara evoluzione delle guerre moderne. Le popolazioni civili, e soprattutto, i bambini, sono sempre più i soggetti attivi negli scenari di guerra contemporanei.
La Convenzione sui diritti dell’infanzia tutela i bambini coinvolti nella guerra in particolare agli art. 38 e 39 : “…Gli Stati si impegnano a rispettare e a far rispettare le regole del diritto umanitario internazionale in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli” . Da 20 anni l’ONU ha istituito un mandato speciale per combattere il reclutamento e l’impiego di bambini soldato, individuando 6 forme di grave violazione del diritto internazionale: 1) reclutamento ed impiego di bambini soldato; 2) uccisione e mutilazione di bambini; 3) violenza sessuale contro bambini; 4) attacchi contro scuole e ospedali; 5) rapimento; 6) rifiuto di assistenza umanitaria.
Si stima che grazie a questi strumenti dal 2000 siano stati liberati oltre 100.000 bambini soldato e diversi Paesi interessati hanno mostrato concreti progressi nella riduzione o eliminazione di questa barbarie (ad es. il Congo e il Ciad).
La comunità internazionale ha da tempo stabilito regole umanitarie per le guerre, che vincolano tutte le parti in conflitto e servono a proteggere i civili, e in particolare i minori. Tuttavia nelle guerre più recenti, i principi fondamentali del diritto internazionale vengono sistematicamente violati, con devastanti conseguenze per bambini e bambine. Il diniego dell’aiuto umanitario a civili intrappolati o sfollati a causa dei conflitti è sempre stata una realtà, ma viene sempre più adottato come una consapevole e colpevole tattica di guerra. La situazione dei diritti umani dei bambini coinvolti nei conflitti in corso ad es. in Siria, Sud Sudan, Iraq, Somalia, Nigeria e Yemen rimane estremamente grave.
Per saperne di più: link ; link1; link2; link3 .

 

“Take action. Inspire change, make every day a MandelaDay”

In occasione del Mandela International Day, che ricorda la nascita del grande leader africano, lo vogliamo ricordare con la frase pronunciata nel 2008 a Soweto, luogo simbolo della lotta contro l’apartheid:
“It is easy to break down and destroy. The heroes are those who make peace and build”
“È facile abbattere e distruggere. Gli eroi sono coloro che creano le condizioni per la pace e costruiscono”.
Dedicato, oggi più che mai, ai 238 colleghi della cooperazione allo sviluppo e dell’aiuto umanitario che solo nel 2016 sono sono stati vittime di attacchi in 20 paesi. Di questi 88 hanno perso la vita.

12 Febbraio – Stop all’uso dei bambini soldato

Il 12 febbraio è l’anniversario dell’approvazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del Protocollo facoltativo sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati, uno strumento del diritto internazionale fondamentale per la tutela legale dei minori impiegati come soldati.
Alisei Ong ha promosso la nascita della Coalizione “Stop all’uso dei bambini soldato”, ramo italiano della Coalition to stop Child Soldiers che ha sostenuto l’impegno della Commissione ONU per I Diritti Umani, incaricata della stesura del Protocollo.
Il coinvolgimento e l’utilizzo di bambini nei conflitti armati rappresenta una barbara evoluzione delle guerre moderne. Le popolazioni civili, e soprattutto, i bambini, sono sempre più i soggetti attivi negli scenari di guerra contemporanei.
La Convenzione sui diritti dell’infanzia tutela i bambini coinvolti nella guerra in particolare agli art. 38 e 39 : “…Gli Stati si impegnano a rispettare e a far rispettare le regole del diritto umanitario internazionale in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli” . Da 20 anni l’ONU ha istituito un mandato speciale per combattere il reclutamento e l’impiego di bambini soldato, individuando 6 forme di grave violazione del diritto internazionale: 1) reclutamento ed impiego di bambini soldato; 2) uccisione e mutilazione di bambini; 3) violenza sessuale contro bambini; 4) attacchi contro scuole e ospedali; 5) rapimento; 6) rifiuto di assistenza umanitaria.
Si stima che grazie a questi strumenti dal 2000 siano stati liberati oltre 100.000 bambini soldato e diversi Paesi interessati hanno mostrato concreti progressi nella riduzione o eliminazione di questa barbarie (ad es. il Congo e il Ciad).
La comunità internazionale ha da tempo stabilito regole umanitarie per le guerre, che vincolano tutte le parti in conflitto e servono a proteggere i civili, e in particolare i minori. Tuttavia nelle guerre più recenti, i principi fondamentali del diritto internazionale vengono sistematicamente violati, con devastanti conseguenze per bambini e bambine. Il diniego dell’aiuto umanitario a civili intrappolati o sfollati a causa dei conflitti è sempre stata una realtà, ma viene sempre più adottato come una consapevole e colpevole tattica di guerra. La situazione dei diritti umani dei bambini coinvolti nei conflitti in corso ad es. in Siria, Sud Sudan, Iraq, Somalia, Nigeria e Yemen rimane estremamente grave.
Per saperne di più: link ; link1; link2; link3 .

 

Fai sentire la tua voce in difesa dei diritti umani!

Fai sentire la tua voce in difesa dei diritti umani!

Nel giorno che commemora il 10 dicembre 1948, la storica data della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, aderiamo al preoccupato appello delle Nazioni Unite “standupforhumanrights” che esorta ognuno di noi ad agire in difesa dei diritti umani.

“Movimenti estremisti stanno provocando violenze inaudite, 65 milioni di migranti e di rifugiati sono stati costretti ad abbandonare la loro terra a causa dei conflitti e delle privazioni. Messaggi di odio e di intolleranza sfruttano le nostre paure. Discriminazione, enormi diseguaglianze e uno spietato desiderio di ottenere e mantenere il potere ad ogni costo sono le principali cause delle gravi crisi politiche ed umanitarie in atto. I principi di umanità e di pari dignità della persona umana sono sotto attacco e la maggioranza delle leadership si dimostra incapace di affrontare in modo efficace ed onesto queste complesse questioni sociali ed economiche. Per questo molte persone cadono nella disperazione e si fanno soggiogare dalle sirene che sfruttano la paura, seminando disinformazione e divisione e facendo assurde promesse”.
“Ma abbiamo imparato, grazie alle più amare lezioni della storia, che l’umanità potrà sopravvivere e prosperare solo se cerchiamo soluzioni insieme.” I diritti umani sono ancora l’antidoto alla violenza e alle sopraffazioni. Ognuno di noi ha diritti, diritti economici e sociali, civili e politici, ed è urgente fare sentire la propria voce per questi diritti, non solo per sé ma per tutti. Dobbiamo riaffermare la nostra comune umanità e la Dichiarazione dei Diritti Umani ci ricorda che
“il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.”
Per aderire alla campagna dell’ONU vai al seguente link . Per leggere la Dichiarazione dei Diritti Umani: link2 . Alisei Ong per i diritti umani.

L’Alto Commissario per i Diritti Umani ONU contro il populismo

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani invita a respingere l’intolleranza e il fanatismo dei populisti nel mondo.
“… usano mezze verità e la sovra-semplificazione come strumenti della loro propaganda e, in questo, internet e i social media sono un volano perfetto”.
“La storia ci ha insegnato quanto efficacemente la xenofobia e l’intolleranza possano produrre violenza”.
Zeid Ra’ad al-Hussein con un discorso lucido e aspro mette in guardia contro i rischi di “violenze colossali” se i populisti continueranno a predicare “mezze verità, manipolazioni e paura”.

Leggi l’intero discorso al seguente link 

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