Tag Archives: Human rights

FERMIAMOCI, E’ IL MOMENTO DI RIFLETTERE SUL NOSTRO STILE DI VITA E MODELLO DI “SVILUPPO”

“All’inizio pensai che stavo combattendo per salvare gli alberi della gomma, poi ho pensato che stavo combattendo per salvare la foresta pluviale dell’Amazzonia. Ora capisco che sto lottando per l’umanità…”
(Chico Mendes)

Ci troviamo nel mezzo di una grave crisi sanitaria che ci lascia sgomenti e che conferma come il nostro modello di sviluppo sia fragile e squilibrato, rendendoci tutti improvvisamente vulnerabili al verificarsi di crisi globali.

Alisei da più di 30 anni opera per promuovere uno sviluppo sostenibile ed equo, lavorando in contesti di precarietà ed emergenza, a fianco delle persone più fragili e a rischio.

L’aumento delle disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza, la crescita demografica incontrollata nelle aree più povere del pianeta, dove l’assenza di istruzione e la violazione dei diritti delle donne rappresentano la norma, producono effetti devastanti e incontrollabili.
Le risorse ambientali sono in esaurimento. Il Nord del mondo a maggio avrà già consumato le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare in un anno (“overshoot day”), provocando gravi effetti sul cambio climatico a scapito innanzitutto dei paesi più poveri.

La nostra Europa, nata sulle macerie della seconda guerra mondiale per prevenire il ripetersi degli orrori della guerra, è afflitta dagli egoismi nazionali, e non ha saputo, negli ultimi venti anni, mettere al centro del proprio operato la solidarietà e la tutela dei diritti.

In questi giorni, in cui siamo chiamati a ridurre la frenesia della nostra routine quotidiana, l’invito è quello di fermarsi a riflettere, a comprendere come sia indispensabile cambiare profondamente i nostri stili di vita e i nostri modelli di sviluppo, ripartendo dalla solidarietà, dalla tutela dell’ambiente e dal valore dei beni pubblici.

Di seguito alcuni testi sullo sviluppo sostenibile che tutti dovremmo leggere e rileggere:
Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo del 1992 dell’ONU
Rapporto su popolazione e sviluppo – Conferenza internazionale del Cairo, 1994
L’enciclica laudato sì di Papa francesco 

Lo sapevi che…..

Lo sapevi che nelle pratiche religiose tradizionali dei pigmei gli spiriti hanno un’importanza fondamentale? sono venerati sia gli spiriti degli antenati che quelli di alcuni animali “totem” (elefanti, gorilla etc.). Gli spiriti sono invocati prima delle battute di caccia per favorirne la buona riuscita. Molte tribù pigmee credono che i defunti possano reincarnarsi in particolari animali, come gli elefanti, per continuare a vegliare e proteggere la comunità.

Lo sapevi che……

Le prime notizie sui pigmei risalgono agli antichi Egizi?

Nella tomba del principe Harkhuf, governatore dell’Alto Egitto ed esploratore della Nubia, sono citati dei “danzatori che vengono dalla terra degli spiriti”

Lo sapevi che….

Lo sapevi…. che i pigmei sono uno dei popoli più antichi?

Oggi vivono nelle foreste equatoriali dell’ Africa Centrale, soprattutto nella Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana e Camerun.

Al centro della loro cultura e delle loro tradizioni c’è il profondo legame con la foresta che per loro non è solo fonte di riparo e sopravvivenza ma anche una forza da temere e rispettare. Sebbene, infatti, i pigmei siano divisi in più «gruppi», tutti venerano il “Jengi”, lo spirito che pervade la foresta.

CONGO – IL NOSTRO IMPEGNO PER I DIRITTI UMANI DEI PIGMEI

Ecco alcune immagini della missione che abbiamo condotto nel Dipartimento della Bouenza per la tutela dei diritti umani dei pigmei, che sono vittime di discriminazione, violazione dei diritti territoriali, isolamento, esclusione sociale, analfabetismo e povertà.
In partenariato con alcune associazioni locali, Alisei sta promuovendo un intervento per favorire l’accesso all’educazione sia per i bambini che per gli adulti, la valorizzazione della loro preziosa cultura, l’emancipazione e l’appropriazione di consapevolezza dei propri diritti.
I Pigmei sono uno dei più antichi popoli abitatori delle foreste equatoriali e tropicali africane. L’Assemblea Generale dell’ONU con la dichiarazione del 13 settembre 2007 ha affermato l’importanza della tutela della diversità culturale dei popoli indigeni perché rappresenta una parte rilevante del “patrimonio comune dell’umanità”.
Fonti storiche antichissime, risalenti addirittura ai monumenti egizi del secondo millennio a.C., già menzionano i Pigmei come “Danzatori degli Dei” riconoscendo la loro grande abilità nella danza, famosa anche oggi. Un’abilità che è parte di quel patrimonio di cultura e tradizioni la cui integrità abbiamo il dovere di preservare.

PIANIFICAZIONE FAMIGLIARE, DIRITTI DELLE DONNE E SVILUPPO – UN BILANCIO A 25 ANNI DALL’ICPD

Nel 1994 alla Conferenza Internazionale del Cairo su Popolazione e Sviluppo (“ICPD”), 179 Paesi definirono un rivoluzionario Programma d’Azione, che nella tutela dei diritti delle donne – in termini di salute riproduttiva, eguaglianza di genere, empowerment – individuava il pilastro essenziale per lo sviluppo, per il benessere individuale e per il diritto alla maternità volontaria e responsabile.

A 25 anni di distanza, secondo l’ UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, emerge un bilancio contrastato che, se da un lato rileva diversi trend di miglioramento, dall’altro sottolinea il permanere di gravi criticità connesse alla condizione di subalternità delle donne e all’aumento delle diseguaglianze, specie nei paesi più poveri.
Tra i dati più salienti é possibile notare come il tasso di mortalità materna si sia ridotto del 40 %, un risultato importante ma ancora lontano dagli obiettivi dell’ICPD, considerando che ancora oggi circa 800 donne muoiono di parto ogni giorno. Le gravidanze indesiderate sono diminuite del 16% grazie all’aumento dell’utilizzo dei contraccettivi, ma condizioni di estrema povertà precludono a gran parte della popolazione globale la possibilità di qualsiasi pianificazione familiare (“Mother by choice, not by chance”). Infatti, sono ancora numerose le adolescenti che subiscono la gravidanza e anche incorrono in gravi rischi legati a un parto non assistito.

L’effettivo riconoscimento del diritto ad una maternità responsabile e volontaria rimane una priorità assoluta per i programmi di sviluppo e per ridurre la povertà, in un contesto storico in cui, nonostante il ridursi dei tassi medi di fertilità, le previsioni di una crescita demografica incontrollata sono molto preoccupanti – 2,2 miliardi di persone in più nel 2050 secondo le stime della stessa UNFPA.

Per saperne di più clicca su questo link