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CIAD_LA POSA DEI CIPPI LUNGO IL CORRIDOIO DI TRANSUMANZA

In Ciad proteggiamo la biodiversità del Parco Nazionale di Zakouma, uno dei più importanti in Africa con i suoi circa 3.000 km quadrati. Zakouma e il suo prezioso ecosistema sudano-saheliano ospitano animali rarissimi e a rischio di estinzione.
Per tutelarli stiamo lavorando nella piana del Gara, a sud ovest del Parco, zona di intensa pastorizia che ogni anno e’ attraversata da decine di migliaia di capi di bestiame e da famiglie di pastori nomadi che nell’allevamento trovano la loro unica fonte di sussistenza.

Per la conservazione del Parco abbiamo cominciato la posa di 600 cippi per delimitare un corridoio di transumanza lungo oltre 300 km all’esterno del Parco, evitando così lo sconfinamento delle mandrie nelle aree protette.

AIUTACI A SALVARE IL PARCO DI ZAKOUMA!

Il Parco di Zakouma, in Ciad, tutela un patrimonio naturalistico di valore inestimabile, ospitando un ecosistema unico al mondo. Il parco protegge molte specie animali a rischio di estinzione, quali le rarissime giraffe del Kordofan, le antilopi Lelwel, gli ultimi esemplari di elefante sahariano e gli unici rinoceronti neri presenti al di fuori dell’Africa Australe.

La conservazione del parco di Zakouma è di fondamentale importanza per la sopravvivenza di questi animali e per la conservazione dell’unico polmone verde nel sud-est del Ciad, una zona fortemente colpita dagli effetti dei cambiamenti climatici. Il progetto di Alisei permette di proteggere l’integrità del Parco e di migliorare le condizioni di vita delle comunità agropastorali che vivono nelle zone limitrofe, garantendo loro l’accesso all’acqua e il sostegno alle attività agricole.

Aiutaci a preservare questo luogo meraviglioso!

Contribuendo al progetto, parteciperai alla realizzazione di un corridoio di transumanza lungo oltre 300 km all’esterno del Parco, evitando così lo sconfinamento delle mandrie nelle aree tutelate dal Parco. Inoltre, ci aiuterai a costruire infrastrutture agro-pastorali indispensabili – 4 bacini idrici di abbeveramento, 4 pozzi, 3 farmacie veterinarie e 3 parchi di vaccinazione per gli animali – che permetteranno alle comunità locali di condurre le proprie attività nel rispetto dell’ambiente, prevenendo così lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e preservando l’integrità del prezioso ecosistema del Parco Zakouma.

Grazie per il tuo sostegno!

Per accedere alla campagna di crowdfunding: link

Per maggiori informazioni : link2

AIUTACI A SALVARE IL PARCO DI ZAKOUMA!

Il Parco Nazionale di Zakouma é uno dei parchi più importanti dell’ Africa Sub-Saheliana. Protegge gli ultimi elefanti sahariani, le rarissime giraffe Kordofan, i rinoceronti neri, le antilopi lelwel e una incredibile #biodiversità.
Stiamo lavorando da tre anni per proteggere il Parco e il suo ecosistema – “sudano-saheliano”, unico al mondo, minacciato dagli effetti del cambio climatico e dallo sfruttamento delle sue incredibili risorse naturali. Per riuscirci, abbiamo coinvolto le comunità locali in una sfida difficile che consiste nel sostenere sia gli allevatori nomadi sia gli agricoltori delle zone periferiche, garantendo l’accesso a beni vitali – acqua, cibo, salute – al di fuori del Parco.
In particolare stiamo realizzando tre pozzi, tre bacini di abbeveraggio, tre parchi di vaccinazione, tre farmacie veterinarie e un grande corridoio (di 300 km!) in cui indirizzare la transumanza del bestiame, decine di migliaia di capi, che ogni anno passano vicino al Parco.

Aiutaci a preservare questo prezioso ecosistema e a scongiurare la perdita irreversibile di un patrimonio di inestimabile valore.
Sostieni il progetto con una donazione seguendo questo link.

AGRICOLTURA E CAMBIO CLIMATICO: L’URGENZA DI UN CAMBIO DI ROTTA

La produzione agroalimentare su larga scala contribuisce in modo determinante al surriscaldamento globale, contribuendo al 26% del totale delle #emissioni di gas serra con la produzione di alimenti e al 5% con le coltivazioni a fini non alimentari. Inoltre, sfrutta intensivamente le risorse naturali del #pianeta, usando il 70% dell’acqua dolce disponibile e il 43% dei suoli non coperti da ghiacciai o deserto (fonte: Science).
Tra le filiere agroalimentari, le più insostenibili sono quelle di produzione della carne. In particolare, gli allevamenti e la produzione di carne e latticini sono la causa ogni anno del 14,5% delle emissioni mondiali di gas serra (fonte: FAO).
Ad aggravare questi squilibri pesa la pressione di una crescita demografica incontrollata, che rappresenta una delle cause principali della crescente domanda di cibo. Si prevede infatti un aumento della popolazione mondiale da 7,6 miliardi nel 2017 a 9,8 miliardi nel 2050, fino a 11 miliardi nel 2100 (fonte: Lancet) !
Gli stessi nostri modelli di consumo, che nel Nord del mondo originano diete alimentari squilibrate e ipercaloriche (ricche di calorie, zuccheri aggiunti, grassi saturi, cibi processati e carni rosse), contribuiscono al mantenimento dei sistemi produttivi insostenibili e incidono negativamente sulla salute (2,1 miliardi di adulti sono obesi o sovrappeso).
L’Accordo di Parigi del 2015 ha definito un piano d’azione globale inteso a scongiurare gli effetti di cambiamenti climatici disastrosi per l’ ecosistema, ponendo come obiettivo quello di contenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C, e in particolare entro il limite di 1,5°C.
Per raggiungere questo vitale obiettivo, in agricoltura sarà indispensabile introdurre tecnologie e sistemi di produzione a “emissioni negative” per ridurre drasticamente le emissioni di CO2 già entro il 2050 e garantire la #rigenerazione dei suoli (IPCC – fifth assessment report). Anche la riduzione del tasso di crescita della popolazione sarà una componente essenziale per ridurre l’impatto della produzione agricola sull’ambiente.

15/03/2019_SCIOPERO INTERNAZIONALE PER IL CLIMA

Domani in tutto il mondo i più giovani faranno sentire la propria voce per chiedere un impegno concreto per la prevenzione del cambiamento climatico indotto da modelli di sviluppo insostenibili.

Il cambiamento climatico insieme agli effetti più gravi di uno sviluppo globale che sfrutta le risorse della Terra in modo dissennato – inquinamento, crescita demografica, urbanizzazione, insicurezza alimentare e scarsità d’acqua – rappresenta la più grave minaccia per la vita e per la biodiversità della Terra.
Negli anni recenti gli effetti del cambio climatico sono stati evidenti e scioccanti: aumento delle temperature e del livello degli oceani, siccità prolungate, fenomeni atmosferici estremi con gravi ripercussioni economiche e sociali, dalla riduzione della produttività dei terreni agricoli all’immigrazione forzata.

Dopo l’Accordo di Kyoto del 1997 per la riduzione dei gas serra (i livelli di diossido di carbonio sono i più alti degli ultimi 800.000 anni), nel 2015 95 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima.
L’accordo definisce un piano d’azione globale, volto a evitare cambiamenti climatici pericolosi per l’ecologia del pianeta limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C. Secondo lo studio di Climate Interactive and the M.I.T. Sloan School of Management, dal 1870 le emissioni industriali di CO2 nell’atmosfera sono state pari a 2100 miliardi di tonnellate, di cui il 20% prodotte dagli Stati Uniti, il 17% dai paesi dell’UE, 20% da altri paesi “sviluppati” (di cui la Cina pesa il 13%) e il 43% da India e paesi in via di sviluppo.
L’attuazione dell’accordo di Parigi rappresenta un obiettivo urgente e imprescindibile per tutti. Quasi tutti i Paesi del mondo hanno sottoscritto l’accordo, ormai in molti paesi l’energia di origine solare e eolica è più economica di quella di origine fossile e molti stati hanno adottato misure per eliminare l’uso del petrolio e del gas e per riforestare milioni di ettari.

La mobilitazione globale dei più giovani é indispensabile per segnare un cambio culturale, che deve essere fondato su un patto intergenerazionale, che riconosca come assoluta priorità strategica comune l’importanza della tutela dell’integrità di tutti gli ecosistemi e della protezione della biodiversità.
“L’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme, e non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale, se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale”.

CIAD_LA CREAZIONE DI UN CORRIDOIO DI TRANSUMANZA A PROTEZIONE DEL PARCO DI ZAKOUMA

In Tchad stiamo proteggendo  la biodiversità del Parco Nazionale di Zakouma, il più importante del paese, esteso per circa 3.000 km quadrati a protezione dell’ecosistema sudano-saheliano, unico al mondo. Stiamo lavorando nella piana del Gara, a sud ovest del Parco, zona di intensa pastorizia, attraversata ogni anno da decine di migliaia di capi di bestiame e da famiglie di allevatori nomadi che nell’allevamento trovano l’unica fonte di sussistenza. Dopo un lungo periodo di dialogo e di confronto con le comunità, di concerto con le autorità tradizionali e con i rappresentanti degli allevatori, siamo riusciti a giungere all’accordo di tutte le varie parti per la creazione di un corridoio di transumanza – lungo oltre 300 km.! – rigorosamente esterno al Parco in modo da preservarne l’integrità. L’assemblea nel villaggio di Kié-Kié ha sancito l’approvazione del corridoio e ha creato un comitato che seguirà la posa di 600 cippi di segnalazione.