Tag Archives: Children’s Rights

A SOSTEGNO DELLE SCUOLE DI LEMBA

Il Distretto di Lemba è uno dei più vulnerabili di São Tomé e Principe, con un tasso di scolarizzazione dell’84,6%, inferiore al tasso nazionale (87,5%), e una percentuale di abbandono scolastico pari al circa il 50%.
In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione siamo impegnati nell’appoggio alle scuole delle comunità più povere e isolate del Distretto, che necessitano di interventi strutturali e igienico-sanitari.
Nel villaggio di Diogo Vaz abbiamo riabilitato il tetto della scuola, le pareti divisorie delle aule e ridipinto l’intero edificio. Inoltre, abbiamo ristrutturato i vecchi bagni costruendo quattro nuovi servizi igienici e una fossa settica.
Infatti, durante la stagione umida, la carenza di moderni sistemi di fognature favorisce il riprodursi di zanzare e altri vettori di malattie.
Nella comunità di Ponta Figo abbiamo costruito un nuovo sistema di approvvigionamento idrico e nuove fosse settiche per l’asilo e una recinzione che garantisce la sicurezza dei bambini durante la ricreazione e i giochi all’aperto.
Queste attività sono molto importanti perché garantiscono standard igienici adeguati nelle scuole, facilitano la frequenza degli alunni e il completamento del loro percorso scolastico.

Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia

La Giornata mondiale dei diritti dei bambini si celebra nel giorno in cui, nel 1989, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza il primo trattato che riconosce i minori come titolari di diritti propri.
Per la tutela dei bambini e dei loro diritti Alisei dal 1986 ha realizzato centinaia di progetti in tutto il mondo, collaborando con le famiglie, con le comunità e con le Autorità locali, le principali organizzazioni internazionali (UNICEF, PAM, UNHCR, ILO), contribuendo a migliorare le loro opportunità di ricevere un’istruzione, vivere in un ambiente sano, avere un’alimentazione sufficiente e nutriente, ricevere cure mediche adeguate, vivere in modo sereno la propria infanzia lontano da condizioni di guerra e conflitti, tratta e sfruttamento di minori. Il nostro impegno nel progetto “Le droit d’être enfant” ha contribuito all’elaborazione della Dichiarazione di Libreville del 2003, con la quale 7 Paesi dell’#Africa centro-occidentale si sono impegnati per armonizzare le proprie legislazioni nazionali a tutela dei diritti dell’infanzia.
Per conoscere e sostenere l’impegno di Alisei a tutela dei diritti dei bambini, visita il link.

12 Febbraio – Stop all’uso dei bambini soldato

Il 12 febbraio è l’anniversario dell’approvazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del Protocollo facoltativo sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati, uno strumento del diritto internazionale fondamentale per la tutela legale dei minori impiegati come soldati.
Alisei Ong ha promosso la nascita della Coalizione “Stop all’uso dei bambini soldato”, ramo italiano della Coalition to stop Child Soldiers che ha sostenuto l’impegno della Commissione ONU per I Diritti Umani, incaricata della stesura del Protocollo.
Il coinvolgimento e l’utilizzo di bambini nei conflitti armati rappresenta una barbara evoluzione delle guerre moderne. Le popolazioni civili, e soprattutto, i bambini, sono sempre più i soggetti attivi negli scenari di guerra contemporanei.
La Convenzione sui diritti dell’infanzia tutela i bambini coinvolti nella guerra in particolare agli art. 38 e 39 : “…Gli Stati si impegnano a rispettare e a far rispettare le regole del diritto umanitario internazionale in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli” . Da 20 anni l’ONU ha istituito un mandato speciale per combattere il reclutamento e l’impiego di bambini soldato, individuando 6 forme di grave violazione del diritto internazionale: 1) reclutamento ed impiego di bambini soldato; 2) uccisione e mutilazione di bambini; 3) violenza sessuale contro bambini; 4) attacchi contro scuole e ospedali; 5) rapimento; 6) rifiuto di assistenza umanitaria.
Si stima che grazie a questi strumenti dal 2000 siano stati liberati oltre 100.000 bambini soldato e diversi Paesi interessati hanno mostrato concreti progressi nella riduzione o eliminazione di questa barbarie (ad es. il Congo e il Ciad).
La comunità internazionale ha da tempo stabilito regole umanitarie per le guerre, che vincolano tutte le parti in conflitto e servono a proteggere i civili, e in particolare i minori. Tuttavia nelle guerre più recenti, i principi fondamentali del diritto internazionale vengono sistematicamente violati, con devastanti conseguenze per bambini e bambine. Il diniego dell’aiuto umanitario a civili intrappolati o sfollati a causa dei conflitti è sempre stata una realtà, ma viene sempre più adottato come una consapevole e colpevole tattica di guerra. La situazione dei diritti umani dei bambini coinvolti nei conflitti in corso ad es. in Siria, Sud Sudan, Iraq, Somalia, Nigeria e Yemen rimane estremamente grave.
Per saperne di più: link ; link1; link2; link3 .

 

12 Febbraio – Stop all’uso dei bambini soldato

Il 12 febbraio è l’anniversario dell’approvazione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del Protocollo facoltativo sul coinvolgimento dei minori nei conflitti armati, uno strumento del diritto internazionale fondamentale per la tutela legale dei minori impiegati come soldati.
Alisei Ong ha promosso la nascita della Coalizione “Stop all’uso dei bambini soldato”, ramo italiano della Coalition to stop Child Soldiers che ha sostenuto l’impegno della Commissione ONU per I Diritti Umani, incaricata della stesura del Protocollo.
Il coinvolgimento e l’utilizzo di bambini nei conflitti armati rappresenta una barbara evoluzione delle guerre moderne. Le popolazioni civili, e soprattutto, i bambini, sono sempre più i soggetti attivi negli scenari di guerra contemporanei.
La Convenzione sui diritti dell’infanzia tutela i bambini coinvolti nella guerra in particolare agli art. 38 e 39 : “…Gli Stati si impegnano a rispettare e a far rispettare le regole del diritto umanitario internazionale in caso di conflitto armato, e la cui protezione si estende ai fanciulli” . Da 20 anni l’ONU ha istituito un mandato speciale per combattere il reclutamento e l’impiego di bambini soldato, individuando 6 forme di grave violazione del diritto internazionale: 1) reclutamento ed impiego di bambini soldato; 2) uccisione e mutilazione di bambini; 3) violenza sessuale contro bambini; 4) attacchi contro scuole e ospedali; 5) rapimento; 6) rifiuto di assistenza umanitaria.
Si stima che grazie a questi strumenti dal 2000 siano stati liberati oltre 100.000 bambini soldato e diversi Paesi interessati hanno mostrato concreti progressi nella riduzione o eliminazione di questa barbarie (ad es. il Congo e il Ciad).
La comunità internazionale ha da tempo stabilito regole umanitarie per le guerre, che vincolano tutte le parti in conflitto e servono a proteggere i civili, e in particolare i minori. Tuttavia nelle guerre più recenti, i principi fondamentali del diritto internazionale vengono sistematicamente violati, con devastanti conseguenze per bambini e bambine. Il diniego dell’aiuto umanitario a civili intrappolati o sfollati a causa dei conflitti è sempre stata una realtà, ma viene sempre più adottato come una consapevole e colpevole tattica di guerra. La situazione dei diritti umani dei bambini coinvolti nei conflitti in corso ad es. in Siria, Sud Sudan, Iraq, Somalia, Nigeria e Yemen rimane estremamente grave.
Per saperne di più: link ; link1; link2; link3 .

 

LEGGI, SCUOLA E SOLIDARIETA’ CONTRO IL LAVORO MINORILE

Il 12 giugno è il giorno dedicato dall’ILO alla campagna mondiale contro il lavoro minorile.
Il lavoro minorile colpisce bambini di età inferiore ai 14-15 anni e bambini sottoposti alle peggiori forme di sfruttamento, quali lavori pericolosi, sfruttamento sessuale, lavori forzati e attività illecite.
Ancora oggi questa piaga colpisce 168 milioni di bambini nel mondo (erano 246 milioni nel 2000) di cui più della metà impiegati in lavori pericolosi. Le aree con maggiore concentrazione sono l’Asia (quasi 78 milioni di bambini pari al 9,3% della fascia di popolazione minorile) e l’Africa Sub-sahariana (59 milioni, oltre il 21%). L’agricoltura rimane il settore più colpito (98 milioni, 59%). Per la maggior parte si tratta di bambini che lavorano non pagati con le loro famiglie. L’agricoltura è uno dei settori produttivi con maggiori rischi per ogni età, è un settore in gran parte del mondo poco regolato e con scarsa presenza di strutture associate e di organizzazioni del lavoro in grado di contrastare gli abusi.
Il 45% dei bambini sfruttati ha un’età compresa tra i 5 e gli 11 anni che non frequentano la scuola o la frequentano solo parzialmente con scarso profitto per la loro istruzione e per le loro opportunità future. Nelle aree rurali i bambini lavorano spesso per la loro sopravvivenza e per contribuire ai bisogni primari delle loro famiglie. Ma milioni di bambini vengono sfruttati da “datori di lavoro” senza scrupoli che approfittano della loro vulnerabilità.
L’adozione di leggi a tutela dei minori, la solidarietà, l’istruzione e il progresso tecnologico sono i principali strumenti per combattere questo fenomeno.
Alisei Ong Onlus è da sempre impegnata contro lo sfruttamento dei minori: 1) nei progetti di sicurezza alimentare e diritto al cibo promuovendo la possibilità per le famiglie di mantenersi economicamente senza dover ricorrere al lavoro dei propri figli minori e contribuendo alla formazione di forme associate di lavoro che tutelino i diritti dei minori; 2) promuovendo il diritto allo studio sia con incentivi per la frequenza scolastica (la garanzia di un pasto gratuito a scuola ad esempio) sia costruendo e riabilitando strutture scolastiche (oltre 192 scuole fino ad oggi; 3) promuovendo progetti contro la tratta dei minori e contro lo sfruttamento dei bambini soldato.

 

Children’s Rights Day – 2015

Il 20 novembre, è il giorno dedicato ai diritti dei bambini poiché il 20/11/1954 fu adottata la Dichiarazione sui Diritti dei Bambini e nel 1989 la Convenzione sui Diritti del Fanciullo. Alisei Ong Onlus vuole ricordare le iniziative intraprese a favore dei bambini vittime della guerra e dello sfruttamento in generale nel corso i suoi progetti in Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Angola e Gabon. Purtroppo, ancora oggi, nonostante gli sforzi sostenuti, un gran numero di bambini viene coinvolto in conflitti armati e guerre civili, soprattutto in Siria, Sud Sudan e nella Repubblica Centrafricana.

Alisei Ong Onlus è stata tra i promotori e gli ispiratori della Coalizione “Stop all’uso dei bambini soldato”, che ha sostenuto l’impegno della Commissione ONU per I Diritti Umani per l’adozione del Protocollo Opzionale alla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (2000).

Alisei ha inoltre promosso l’adozione della Dichiarazione di Libreville contro la tratta dei minori, adottata nel 2003. La Dichiarazione è stata presentata dal rappresentante dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro alla Commissione affari politici del Parlamento europeo il 10 luglio 2003 ed é stata inserita nel preambolo della Risoluzione «sui diritti dei bambini e in particolare dei bambini soldato» dell’Assemblea Parlamentare paritaria dei paesi Africa-Caraibi-Pacifico/UE.