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EMERGENZA AFGHANISTAN

L’intervento di Alisei Ong in Afghanistan precede i tragici eventi dell’11 settembre 2001 e risale al 1998 quando, a seguito di una serie di missioni nell’area di Herat, identificammo i bisogni delle comunità locali elaborando i primi progetti di intervento che non fu possibile concretizzare a causa delle insormontabili difficoltà connesse alla situazione precaria della sicurezza.

Nel gennaio 2002, grazie anche all’esperienza maturata nel 1998, ALISEI Ong è stata una delle prime Ong internazionali a intervenire nella Regione Occidentale (con base a Herat) del Paese con programmi integrati di aiuto umanitario per dare una risposta immediata alla grave crisi umanitaria in atto: quasi 5 milioni di sfollati e rifugiati, distruzione di quasi tutte le infrastrutture di base, impoverimento delle terre causato dall’ abbandono e dalla perdurante siccità, tassi di analfabetismo tra i più alti del mondo oltre la condizione di grave vulnerabilità della donna, esclusa dai fondamentali diritti ed emarginata.

Dal 2002 al 2006 Alisei Ong è intervenuta con progetti cofinanziati dalla Commissione Europea (ECHO), dalla Cooperazione italiana, da IOM, DFID, WFP, Unicef e dall’UNHCR. Abbiamo portato l’aiuto umanitario in varie aree del Paese (province di Badghis, Farah, Paktya e Kabul). in modo da far fronte alla drammatica situazione, garantendo nelle primissime fasi dell’intervento il ripristino delle condizioni minime di sussistenza delle popolazioni, protezione e distribuzione di beni di prima necessità, in particolare agli sfollati e ai rifugiati, e in seguito promuovendo la ricostruzione del tessuto economico e sociale, il riavvio della produzione agricola, e la riabilitazione delle infrastrutture di base (case, acquedotti, strade, centri di salute, scuole) per ripristinare condizioni di vita dignitose.

Il progetto realizzato nella provincia di Badghis, dal titolo “Return support to the IDP’s (internal displaced people) and refugees through basic rehabilitation” ha avuto come obiettivo quello di reintegrare gli sfollati nel tessuto sociale ed economico della provincia, riabilitando e ricostruendo anche le strutture sanitarie, stradali e idriche di base. Abbiamo fornito ai rifugiati kit e assistenza tecnica per l’auto-costruzione coinvolgendo 347 famiglie. Sono stati realizzati 7 pozzi e 35 latrine anche con il contributo dell’ UNICEF e un nuovo sistema di approvvigionamento idrico, dando accesso all’acqua a circa 750 nuclei famigliari. Abbiamo riabilitato ed equipaggiato 2 centri di sanità dei quali hanno beneficiato circa 8000 famiglie e abbiamo riabilitato 10 km di strade; sono stati resi coltivabili circa 700 ettari di terra destinati alla coltivazione del grano, lungo il corso del Morghab, il fiume più importante della provincia attraverso la riabilitazione di due acquedotti e sono stati forniti equipaggiamenti agricoli a 40 gruppi di coltivatori. Abbiamo coinvolto in tutte le attività 1.125 lavoratori, la maggior parte dei quali tra i beneficiari del progetto, attraverso le metodologie del Food for Work e del Cash for Work, volte a dare una risposta immediata all’emergenza alimentare, e tenuto un corso di formazione ai lavoratori locali e all’équipe del Dipartimento della Riabilitazione Rurale (RRD).

Con la seconda fase del progetto di Alisei Ong nella provincia di Badghis, denominata “Basic Rehabilitation of Primary Infrastructure for Reintegration”, abbiamo continuato quanto fatto in precedenza, costruendo nel Distretto di Qadis 2 sistemi di fornitura d’acqua per 9 villaggi e circa 2000 famiglie, le quali sono state anche formate sulle regole igieniche di base e sulla gestione delle risorse idriche. A Tesh e Qale e Naw abbiamo scavato e consolidato 7 serbatoi d’ acqua. Poi, con il contributo di 300 famiglie di agricoltori locali, abbiamo irrigato 500 ettari di terreno per la coltivazione del grano nelle aree di Baghak, Qazgol, Qala e Wali. Per rinforzare le vie di comunicazione abbiamo riabilitato 40 km di strade nella zona di Ghormach. Per garantire il diritto all’istruzione è stata riabilitata ed equipaggiata la scuola elementare di Mourichaq, che copre un bacino di utenza di 2600 famiglie. In coordinamento con altre agenzie umanitarie sono stati forniti beni di prima necessità in previsione dell’arrivo dell’inverno a 1000 famiglie abitanti nelle zone più remote e isolate della provincia. Come nella prima fase del progetto, la metodologia del Food for Work e del Cash for Work ha permesso ad almeno 700 disoccupati, molti dei quali beneficiari del progetto, di riprendere a lavorare.

Con il contributo della Cooperazione italiana abbiamo realizzato nei distretti di Ghormach e Bala Morghab il “Progetto multisettoriale nella provincia di Badghis”.

Per favorire il ritorno a scuola dei bambini afghani sono stati ricostruiti ed equipaggiati 5 istituti per 1000 studenti e una sezione femminile del Dipartimento provinciale del Ministero dell’Educazione. Abbiamo inoltre ricostruito a Bala Morgab e Gormach 2 scuole secondarie e formato tramite seminari gli insegnanti delle strutture beneficiarie nel progetto. Nel settore della sanità è stato creato e attivato un servizio di emergenza sanitario per le popolazioni locali dotato di radio-comunicazioni e di un’ambulanza e sono stati costruiti 2 centri di salute nelle località di Tahte Bazar e Luckha Sorkh. Per contribuire a migliorare l’agricoltura e l’allevamento, che è l’unica fonte di reddito per gli abitanti della provincia, abbiamo fornito attrezzi agricoli, 250 aratri, sementi e fertilizzanti per 150 famiglie, riabilitato 9 km di rete idrica, scavato 10 pozzi, fornito 20 telai e 20 pecore a 20 gruppi di donne dedite alla tradizionale e rinomata produzione di tappeti. Per 1100 famiglie di sfollati che rientravano nelle aree di origine, abbiamo distribuito beni di prima necessità come coperte, teli, kit di stoviglie, prodotti igienici.

Con il finanziamento di UNHCR abbiamo realizzato il progetto “Provision of shelter, agricultural and water assistance to returnees IDPs and vulnerable remainees in Badghis Province” costruendo con la metodologia dell’autocostruzione, caratterizzata dalla fornitura di materiali e dell’assistenza tecnica agli stessi beneficiari che partecipano ai processi edilizi, 3200 case secondo i modelli dell’architettura tradizionale afghana. Per facilitare la costruzione degli edifici e allo stesso tempo promuovere attività generatrici di reddito abbiamo costruito in alcuni villaggi fabbriche di mattoni.

Inoltre, per migliorare il settore agricolo sono stati scavati 25 pozzi per fornire acqua potabile a circa 3950 persone, 685 famiglie di agricoltori sono state aiutate attraverso la riparazione di sistemi di irrigazione a Qarghaito per una superficie di 350 ettari e a 50 gruppi di beneficiari delle aree di Qala e Naw and Bala Morghab sono stati forniti animali ed equipaggiamenti quali aratri e buoi.

Grazie agli ottimi risultati ottenuti, l’azione di Alisei Ong in Afghanistan si è estesa alla provincia di Farah, Paktia e alla capitale Kabul. Nella provincia di Farah i progetti “Integrated support for re-establishing basic living condition and preventing displacement in remote and drought stricken areas“ e “Improving basic living standards in the remotest and drought stricken areas of the Western Region”, entrambi finanziati dalla Commissione Europea, hanno avuto lo scopo di prevenire ulteriori flussi migratori e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali con particolare riguardo per l’accesso all’acqua da parte della popolazione locale e il contrasto degli effetti della siccità. In questo quadro Alisei Ong ha scavato 65 nuovi pozzi, 15 dei quali nel Distretto di Gormach (nell’ area di Garband) e 50 nel Distretto di Gulistan e ha realizzato un nuovo sistema idrico alimentato a gravità (installando anche 15 km di tubature), 2 nuovi sistemi di pompaggio per i pozzi esistenti, 3 sistemi di stoccaggio idrico (per un totale di 190 m3 di superficie), circa 70 punti di distribuzione dell’acqua svolgendo anche attività di formazione della popolazione locale sulla gestione delle risorse idriche e sulla loro manutenzione. Sempre per sostenere la produzione agricola devastata da quattro anni di siccità, abbiamo costruito due guadi e migliorato il sistema viario locale e abbiamo distribuito kit composti da sementi ed equipaggiamenti agricoli. Per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e reinserirle nel ciclo economico sono stati distribuiti kit di prima necessità e le popolazioni rurali sono state coinvolte nella realizzazione delle infrastrutture. In questo quadro sono stati forniti materiali per la tessitura ai gruppi di donne del villaggio di Mourichaq grazie a un progetto finanziato dalla Cooperazione italiana.

Per garantire la scolarizzazione dei bambini e permettere anche alle bambine di ritornare a scuola, abbiamo ricostruito 1 scuola elementare nel centro di Bala Morghab e riabilitato 1 scuola media a Mourichaq.

Inoltre, nella capitale afghana Alisei Ong ha realizzato il “Progetto di riattivazione del sistema scolastico a Kabul”, un’iniziativa di ricostruzione dei 2 complessi scolastici di “Asquan Wa Arefan” e “Hawan Higa Down Qulay Shada”. Nel primo caso abbiamo ricostruito 7 edifici comprendenti 14 aule e relativi servizi igienici per circa 1300 alunni di entrambi i sessi. E’ stata anche riqualificata l’area davanti alla scuola, trasformandola da discarica in area giochi per i bambini. Nel secondo caso abbiamo riedificato ed equipaggiato uno dei licei femminili della capitale, composto 4 edifici, 16 aule, servizi igienici e pozzo per permettere a circa 1.300 studentesse di riprendere a studiare garantendo loro un diritto fondamentale prima negato.

Nella provincia di Paktya abbiamo realizzato 1 scuola elementare nel villaggio di Isa Khel di cui hanno usufruito direttamente 1.000 alunni, ma si stima che indirettamente siano state circa 5.000 persone a beneficiare del servizio, e 1 clinica di base nel villaggio di Serkay Malang, che ha fornito assistenza alla popolazione di Serkhay Malang e delle zone limitrofe, nel complesso 10.000 abitanti di quelle aree prevalentemente rurali.

In un Paese martoriato dalla guerra abbiamo affrontato gravi difficoltà legate alla difficile situazione della sicurezza. A Badghis nel 2004 l’ufficio di Alisei Ong fu oggetto di un attentato e un nostro giovane cooperante fu rapito mentre era in viaggio nella regione di Farah. Solo grazie allo scrupoloso rispetto delle norme di sicurezza e al tempestivo coordinamento con il sistema di delle Nazioni Unite, con l’Ambasciata italiana e con autorità locali fortunatamente queste vicende si sono concluse felicemente. Siamo orgogliosi di avere contribuito insieme alla popolazione afgana e ai nostri donatori alla ripresa di condizioni di vita dignitose in un Paese martoriato da una guerra infinita e soprattutto di avere promosso il diritto allo studio per le bambine e i bambini afgani in una realtà in cui solo l’istruzione potrà restituire reali condizioni per una duratura convivenza pacifica e per il rispetto dei diritti umani.