indonesia

INDONESIA

ALISEI ed il suo partner Intervida ha iniziato il suo intervento in Indonesia immediatamente dopo lo tsunami del 26 Dicembre 2004.

Tra le aree d’intervento prioritario nella Provincia di Aceh, quella maggiormente colpita con i suoi 126.602 morti e 93.638 dispersi, ALISEI si è stabilita nel Distretto di Pidie, suddiviso in 30 sottodistretti, con capitale Sigli. Nel disastro del 26 Dicembre sono stati registrati nel distretto 2.900 feriti e 1.600 dispersi, 8.900 strutture danneggiate, di cui 7.000 sono andate completamente distrutte.
L’assessment iniziale di ALISEI rilevava 8.800 famiglie di profughi, corrispondenti a circa 38.700 persone distribuite in 50 campi di transito, totalmente dipendenti dall’aiuto della comunità internazionale.
Oltre il 40% della popolazione evacuata dal Distretto di Pidie è stato ospitato in costruzioni temporanee fatte di teli di plastica e tende militari, dove hanno vissuto in condizioni sanitarie deplorevoli che li ha esposti al rischio continuo del propagarsi delle malattie. Le condizioni di vita erano così carenti che la maggior parte della popolazione ha chiesto di tornare ai propri villaggi di provenienza, anche se non vi erano ancora le condizioni per tornare ad una vita normale. Quelli più fortunati sono riusciti a ricostruire una casa o un tetto dove però ancora necessitavano di tutto. Ed ancora, oltre alla distruzione delle case e delle infrastrutture, erano state spazzate via le più semplici e diffuse attività imprenditoriali della zona.
Come la pesca che rappresentava la maggiore fonte di guadagno e l’alimento principale per il 90% della popolazione del distretto; così i pescatori artigianali che si sono trovati senza ogni mezzo di sussistenza, a causa del danneggiamento o la distruzione delle barche, della maggior parte delle reti da pesca e di altre attrezzature.

ALISEI ha implementato nel distretto di Pidie una tipologia di progetti in un’ottica che è andata dalla pura emergenza al supporto finanziario e al ristabilimento e riabilitazione dei mezzi di sussistenza economici della popolazione e delle comunità con cui si è impegnata. Grazie alla sua strategia estremamente partecipativa, il processo ha avuto un’ottima risposta da parte dei beneficiari poiché essi sono sempre stati coinvolti, partendo dalle autorità distrettuali e sub-distrettuali, per finire con le autorità di villaggio, quelle religiose e tradizionali.
Il numero e il tipo di beneficiari è variato secondo la tipologia dei progetti:

grazie ai suoi progetti di emergenza, cioè la costruzione di latrine e la distribuzione di non-food items in campi di IDP, ALISEI ha migliorato le condizioni sanitarie in cui vivevano 8,628 famiglie di sfollati, ovvero 38,000 persone;

durante il progetto d’aiuto umanitario d’emergenza alle comunità che ha interessato in totale 13 sub-distretti, più di 13,000 persone che sono rimaste senza lavoro dopo lo tsunami sono state coinvolte in un programma di Cash for Work che ha avuto come obbiettivo la pulizia di interi villaggi coperti da detriti, il riciclaggio del materiale riciclabile e la riabilitazione di mezzi di sostentamento che sono andati distrutti a causa dello tsunami;

per quello che riguarda i progetti di riabilitazione e ricostruzione sociale e infrastrutturale (scuole, cliniche materno-infantili e case), i beneficiari fanno tutti parte dei gruppi più vulnerabili delle comunità : più di 2,000 bambini in età scolare, 6,600 donne e 7,364 bambini bisognosi di strutture mediche e 150 persone che sono rimaste senza un’abitazione.

Si indicano di seguito i progetti che ALISEI ha implementato, includendo gli enti e gli organismi donatori così come il tipo d’intervento intrapreso per fronteggiare i danni inflitti dallo tsunami.

Aiuto umanitario d’emergenza a supporto della sanità del Distretto di Pidie seriamente colpito dallo Tsunami del 26 Dicembre 2004 – Nord Sumatra

Finanziamento UNICEF

Il primo intervento di ALISEI nel distretto di Pidie è stato la realizzazione di un progetto di due mesi per la costruzione di strutture sanitarie in campi IDP. In questi le condizioni igieniche erano veramente minime, visto che nella maggioranza dei casi i campi sono stati spontaneamente costituiti dagli sfollati nelle vicinanze di moschee e scuole, così da poter utilizzare le strutture idriche e sanitarie presenti, che però si sono spesso rivelate essere insufficienti per il gran numero di persone che vi si sono trasferite, spesso in tende e rifugi d’emergenza.
ALISEI è intervenuta in aree non ancora raggiunte dalla comunità internazionale, individuate grazie al coordinamento con altre organizzazioni umanitarie che operano nel distretto. Il risultato è stato la costruzione di 100 latrine standardizzate in campi IDP e in villaggi di raccolta in 10 sub-distretti (Bandar Baru, Batee, Jangka Buya Kembang Tanjong, Kota Sigli, Muara Tiga, Pante Raja, Pidie, Simpang Tiga e Trienggadeng), con lo scopo di fornire una latrina per ogni 50 rifugiati raggiungendo 5,000 beneficiari; sono stati inoltre distribuiti 100 kit per l’igiene e per il corretto uso e mantenimento delle latrine suddette.
Per questo progetto ALISEI ha impiegato personale qualificato locale per lo scavo e la costruzione delle latrine e un gruppo di monitor, supervisori e capisquadra incaricati della sovrintendenza dei lavori. Tutte le maestranze sopra menzionate sono state reclutate nei campi IDP favorendo da subito una parziale sussistenza alle famiglie degli stessi e beneficiando indirettamente tutti i componenti dei campi raccolta.

I due mesi di progetto hanno rappresentato una delle prime risposte all’emergenza dell’area, in supporto della popolazione profuga nel Distretto di Pidie. Il progetto si è svolto in stretta collaborazione con altri interventi che si stavano svolgendo nell’area, con particolare attenzione alle zone non ancora raggiunte dall’aiuto internazionale ed è stato implementato soprattutto nei campi profughi e nei villaggi dove la gente aveva deciso di rientrare.

Aiuto umanitario d’emergenza per la fornitura di generi di prima necessità nel Distretto di Pidie seriamente colpito dallo Tsunami del 26 Dicembre 2004 – Nord Sumatra, Indonesia

Finanziamento ALISEI

ALISEI ha finanziato un intervento di distribuzione d’emergenza negli stessi 10 sub-distretti del precedente progetto. Oltre alla mancanza delle strutture sanitarie necessarie per gli sfollati, nei campi in cui ALISEI è intervenuta oltre il 40% della popolazione viveva ancora in rifugi d’emergenza, tende di plastica o tende militari, nelle quali le condizioni igieniche erano meno che accettabili; questo rappresentava un rischio permanente di epidemie. Anche coloro che erano riusciti ad ottenere un vero e proprio alloggio d’emergenza o a costruirlo mancavano di tutto, dai mezzi di sussistenza agli oggetti più banali necessari alla vita giornaliera, come utensili da cucina o taniche per la raccolta dell’acqua. Le condizioni di vita nei campi di IDP erano arrivate ad un livello tale che la maggior parte della popolazione sfollata voleva ritornare nei propri villaggi d’origine, anche nei casi in cui le loro case non esistevano più perché spazzate dal terremoto o dallo tsunami.
ALISEI ha quindi distribuito NFI (Non-Food Items) per garantire condizioni sanitarie minime e per fornire gli strumenti necessari per poter fronteggiare l’emergenza per le 8,628 famiglie (all’incirca 38,000 persone) residenti nei campi, tra cui:
* 800 taniche per l’acqua;
* 1,500 kit per l’igiene;
* 1,500 secchi;
* 1,000 tappetini;
* 200 set di utensili da cucina;
* 200 fornelli da cucina;
* 200 kit famigliari.

La distribuzione è stata effettuata contemporaneamente ed in coordinamento con le ONG internazionali presenti nell’area (Medici senza Frontiere, Croce Rossa Francese e Save the Children) del Distretto di Pidie, con attenzione massima alle aree non ancora raggiunte dagli aiuti della comunità internazionale. La distribuzione è stata effettuata coinvolgendo operatori locali.

Un elicottero per la vita

Finanziamento ALISEI e INTERVIDA

L’operazione “Elicottero per la vita” è stata realizzata da ALISEI con il supporto di INTERVIDA. L’attività sul terreno è consistita nel noleggio di un elicottero col quale si sono realizzati sopralluoghi lungo la costa ovest della Regione di Aceh, e il cui obiettivo è stato analizzare la situazione esistente ed identificare azioni per una possibile risposta all’emergenza acqua rilevata sulla costa occidentale dell’isola di Sumatra.
La fase preparatoria di questa missione è stata particolarmente difficile in quanto si trattava di intervenire in un contesto complesso condizionato da molte variabili indipendenti ed ha impegnato la sede di ALISEI in un difficile lavoro organizzativo che necessariamente si è dovuto basare sulle informazioni frammentarie e, in gran parte contrastanti, che provenivano da diversi interlocutori.

Dai dati rilevati sul campo è fin da subito risultato chiaro che la popolazione superstite sulla Costa Ovest di Sumatra (tra i quali i villaggi di Lhoong, Lamno, Jaya Lamno, Loh Kruet, Calong, Lo) era ancora in una condizione di emergenza che rischiava di trasformarsi in emergenza cronica.

Gli ambiti settoriali prioritari individuati attraverso gli assessment realizzati da ALISEI grazie al contributo di INTERVIDA, e identificati con l’obiettivo di evitare l’overlapping tra operazioni umanitarie simili, sono stati essenzialmente due:
* water and sanitation (pozzi, sistemi di approvvigionamento idrico, sistemi fognari, ecc,)
* fornitura di energia elettrica economica ed eco-compatibile attraverso sistemi per la produzione di energia alternativi (eolico, idroelettrico, solare).

Aiuto Umanitario d’Emergenza in favore delle Comunità del Distretto di Pidie seriamente colpiti dallo Tsunami – Nord Sumatra – Indonesia (vedi reportage)

Finanziamento UNDP

Questo progetto è stato implementato, in due fasi, attraverso un programma di Cash for Work con lo scopo di bonificare i terreni devastati dallo tsunami, provvedere al riciclo dei materiali di risulta, riabilitare le strutture di produzione e ristabilire i mezzi di sussistenza, in particolare per le popolazioni vulnerabili delle comunità. Il programma non solo ha dato un’occupazione provvisoria a molte persone, fornendo così la liquidità necessaria alla ricostruzione e all’investimento e stimolando quindi la crescita economica, ma ha anche restituito alla popolazione locale un ambiente sicuro in cui vivere.
Le persone incluse nel programma sono state scelte con l’aiuto dei camat (capi dei sub-distretti) e capi villaggio, mentre le priorità in termini di pulizia, riciclo e riabilitazione sono state identificate con l’aiuto delle comunità beneficiarie. ALISEI ha creato un sistema di controllo e monitoraggio attraverso la selezione di un monitor per ogni sub-distretto, un supervisore per ogni villaggio e un caposquadra per ogni gruppo di 30 lavoratori; tutti questi elementi hanno lavorato a stretto contatto con il personale di ALISEI, sia espatriato che locale. Grazie a questa comunicazione diretta con i beneficiari ALISEI è riuscita ad implementare il progetto nel migliore modo possibile, apportando modificazioni ritenute necessarie dai lavoratori stessi. Per esempio molti villaggi hanno suggerito una rotazione dei lavoratori ogni quindici giorni, in modo da coinvolgere più persone possibili nel progetto ed avere quindi un impatto più immediato e duraturo.

La prima fase del Cash for Work è stata implementata di 44 villaggi in sette sub-distretti (Bandar Baru, Batee, Jangka Buya, Kembang Tanjong, Pante Raja, Simpang Tiga e Trienggadeng) nel distretto di Pidie dal 16 Marzo al 15 Agosto 2005, coinvolgendo 8,000 famiglie (cioè circa 38,000 beneficiari). In un primo momento i lavoratori hanno ripulito i villaggi dalle macerie e dai rifiuti lasciati dall’ondata, ed una parte é stata impiegata per la riparazione delle strade e dei luoghi d’incontro dei villaggi, quali moschee, scuole, ecc. In un secondo momento ciò ha permesso di affrontare la problematica dell’acquacoltura e la riabilitazione di saline e tambak, ma anche di riabilitare o ricostruire infrastrutture (strade, canali di scolo e sbarramenti costali).
Le attività più leggere, come la pulizia ed il riciclaggio, sono state normalmente assegnate a donne e persone vulnerabili (vedove, persone diversamente abili, ecc.) mentre i lavori di scavo, più pesanti, sono solitamente stati assegnati agli uomini e a maestranze specializzate; inoltre sono state affittate tre escavatrici per aiutare con la pulizia dei sistemi di canali che portano l’acqua ai tambak.

In totale sono stati ripuliti 2,423 ettari di suolo, inclusi:
* 1,299 ettari di terreno;
* 168.5 ettari di terreno agricolo e 510.5 ettari di piantagioni (cocco, palme e cacao);
* 146 ettari di spiaggia;
* 286 ettari di tambak;
* 42.5 ettari di saline (cioè il 96% delle saline esistenti nel distretto).
Oltre a ciò sono stati liberati da detriti 16,353 metri di canali dei tambak, sono stati riparati e/o ricostruiti 40,000 metri di strada e sono stati riabilitati 38,580 metri di canali di scolo.

Grazie al programma:
* Tutti i proprietari di saline che hanno partecipato (118 su 123 presenti nel distretto) sono riusciti a riprendere le attività e a ritornare alla produzione pre-tsunami.
* 44% dei proprietari di tambak beneficiari (229 su 1,259 presenti in totale nel distretto) hanno potuto riprendere l’allevamento. Si tenga in considerazione che la percentuale media degli allevatori che hanno potuto riprendere il ciclo di produzione nel distretto è del 8%.

Alla fine del progetto ALISEI ha condotto una attività di valutazione nei villaggi coinvolti, sottoponendo un questionario ai beneficiari al fine di rilevare quali fossero le loro attività economiche prima e dopo lo tsunami e fino a che punto fossero riusciti ad utilizzare il denaro guadagnato attraverso il Cash for Work per riavviare la loro precedente attività o per investirlo in una nuova occupazione. 1,970 persone, vale a dire 39% dei beneficiari totali, sono riuscite a risparmiare una parte dei loro guadagni del Cash for Work e 1,115 persone, cioè 22% del numero totale, hanno potuto riprendere o iniziare un’attività (di solito si è trattato di piccoli business, chioschi, piccoli caffè, piccole coltivazioni o allevamenti, ecc.); per altri beneficiari è stato possibile ripagare debiti precedentemente contratti o investire. Questi risultati sono stati possibili anche perché altri interventi (da parte del governo o di ONG che hanno distribuito indennità o cibo) hanno permesso a molte persone di risparmiare molto sull’acquisto dei generi di prima necessità , e quindi hanno potuto mettere da parte una buona percentuale del loro salario.
Ci sono state altre conseguenze al programma di Cash for Work sul piano umano, nell’ambito della ricostruzione o del rafforzamento delle relazioni interpersonali nelle comunità , con la creazione di un nuovo spirito di coesione ed unione. Ad esempio, in alcuni villaggi i lavoratori si sono organizzati tra loro per creare una cassa comune e donare ogni settimana un giorno di salario. Il denaro risparmiato è stato poi utilizzato per ripulire e ricostruire la moschea e infrastrutture comunitarie essenziali.

La seconda fase ha seguito la stessa procedura della prima ma è stata implementata in 24 villaggi in cinque diversi sub-distretti (Kota Sigli, Pidie, Meurah Dua, Meureudu e Muara Tiga); ciò vuol dire che con questa fase ALISEI ha lavorato in tutti i sub-distretti colpiti dallo tsunami tranne uno, Ulim, dove Islamic Relief ha un programma di Cash for Work sempre finanziato da UNDP.
Come nella prima fase, ALISEI ha assunto gli abitanti dei villaggi – principalmente donne e le persone più vulnerabili – in un programma di Cash for Work, inizialmente per la pulizia dei luoghi ancora coperti da detriti e rifiuti lasciati dallo tsunami (specialmente a Kota Sigli dove la quantità di immondizia presente sulla costa è importante). In seguito i lavoratori si occuperanno della riabilitazione dei mezzi di sussistenza.
Per quello che riguarda i mezzi di sussistenza, ALISEI si è concentrata nuovamente sull’acquicoltura, con particolare attenzione alla riabilitazione dei tambak. Come nella prima fase, sono stati affittati sette escavatori per ri-scavare i canali distrutti dallo tsunami mentre gruppi di lavoratori (seguiti da vicino da un esperto di tambak) si sono occupati della ricostruzione degli argini, delle barriere tra tambak e canali e dell’introduzione di nuove piante di mangrovia. ALISEI ha inoltre riabilitato i vivai di pesci (la maggior parte di questi sono andati distrutti perché particolarmente vicini alla costa), il cui corretto funzionamento a livello locale ha permesso una più spedita ripresa dei mezzi di sostentamento e del mercato ad essi correlato. Alla fine del progetto ALISEI ha fornito ai proprietari e lavoratori di tambak le larve ed i pesci necessari per il primo ciclo d’allevamento, cosicché essi hanno potuto poi continuare da soli.
Nell’ambito di questo suo intervento nel campo dell’acquacoltura ALISEI ha organizzato una seduta di formazione per gli allevatori di pesci e gamberetti in ogni sub-distretto selezionato, con la collaborazione di UNDP, della FAO e del Dipartimento per la Pesca di Pidie. Gli allevatori sono stati educati ad affrontare le sfide che presenta lo sviluppo della coltura in tambak, per quello che riguarda la riabilitazione post-tsunami e la cura delle malattie degli animali, per avere una più specifica conoscenza della gestione del loro settore specifico così come per imparare migliori tecniche di allevamento e commercializzazione.

Alcuni reportage fotografici in Acrobat PDF:

CASH FOR WORK (english)

BENEFICIARI DEL CASH FOR WORK – PRIMA FASE (italiano)

LIVELIHOOD REGENERATION – The impact of Alisei’s CASH FOR WORK (phase 1) project on beneficiary livelihoods (inglese)

Una relazione dettagliata con dati e fotografie:

UNDP – Presentation – 2006-01 – CASH FOR WORK & LIVELIHOOD RECOVERY PROGRAMME (english)

Supporto alla riabilitazione e ricostruzione del settore educativo del Distretto di Pidie seriamente danneggiato dallo Tsunami del 26 December 2004, Sumatra del Nord-Est (vedi esempi di scuole riabilitate)

Finanziamento COOPERAZIONE ITALIANA

Questo progetto ha riguardato la riabilitazione di 11 scuole situate in sette sub-distretti (Delima, Kembang Tanjong, Kota Sigli, Jangka Buya Muara Tiga, Simpang Tiga e Trienggadeng), con un totale di beneficiari di oltre 2,010 bambini che frequentavano la scuola elementare. Queste scuole, danneggiate dallo tsunami, sono tutte state dichiarate inagibili dal Dipartimento dell’Educazione del distretto di Pidie e molte di esse sono state occupate da campi di sfollati. Il governo distrettuale ha tentato di arginare la situazione del sovraffollamento delle scuole rimaste intatte dai danni dello tsunami, creando 17 scuole temporanee nelle zone che hanno sofferto maggiori danni, nelle quali gli studenti sono stati divisi in diversi turni alla mattina e al pomeriggio. Tale soluzione temporanea non ha risolto tuttavia i problemi di sovraffollamento, che tra l’altro erano già presenti prima dello tsunami.
Grazie a questo intervento il 14.38% del numero totale di studenti delle scuole elementari del distretto sono potuti ritornare a scuola nelle migliori condizioni possibili, mentre il 24.44% del numero totale delle scuole inagibili del distretto sono state riabilitate.
L’intervento di ALISEI si è inserito quindi nella strategia di supporto alla ricostruzione e/o riabilitazione delle infrastrutture nelle comunità e ha favorito un ambiente comunitario consono al ritorno definitivo della popolazione nei villaggi d’origine. In questo caso ALISEI ha collaborato con il Dipartimento dell’Educazione e il governo, in quanto interlocutori istituzionali che hanno in alcuni casi già ricostruito parte delle scuole.

Secondo le condizioni iniziali degli edifici, ALISEI ha realizzato le seguenti attività di ristrutturazione e/o ricostruzione:
* Ristrutturazione dei corpi aula;
* Ristrutturazione della sala degli insegnanti;
* Ristrutturazione dell’ufficio del preside;
* Costruzione di latrine/servizi igienici;
* Costruzione di un recinto perimetrale (nella maggior parte dei casi questo non è mai esistito);
* Pulizia ed abbellimento del cortile;
* Installazione di un sistema elettrico sicuro;
* Ristrutturazione dei punti d’acqua;
* Ristrutturazione e pulizia dei canali di scolo;
* Fornitura degli arredi per l’ufficio del preside e della sala degli insegnanti;
* Fornitura degli arredi per i corpi aula;
* Per le scuole che si trovano in zone a rischio di terremoti e tsunami, saranno prese alcune misure antisismiche nella costruzione degli edifici.

Tutto il lavoro si è svolto con maestranze locali impiegate attraverso un sistema di Cash for Work simile al progetto UNDP.
Particolare attenzione è stata usata nella selezione delle persone vulnerabili che hanno bisogno di supporto finanziario, e anche per quanto riguarda le mansioni specializzate, per le quali servivano lavoratori qualificati, ALISEI ha cercato di impiegare la popolazione che vive nel sub-distretto e nei villaggi dove era implementato il progetto specifico. ALISEI ha così cercato di dare alla comunità la liquidità necessaria alla ricostruzione e alla crescita economica. Questo stesso metodo è stato adottato negli altri progetti di ALISEI finanziati dalla Cooperazione Italiana.

Supporto alla riabilitazione del settore sanitario del Distretto di Pidie seriamente danneggiato dallo Tsunami del 26 Dicembre 04, Sumatra del Nord-Est

Finanziamento COOPERAZIONE ITALIANA

Lo tsunami ha distrutto all’incirca il 50% dei servizi sanitari e ucciso il 50% del personale sanitario nella provincia di Aceh. La provincia era già in arretrato in termini di sviluppo del settore sanitario a causa degli investimenti insufficienti da parte del governo centrale di Jakarta, che è stato spesso riluttante ad intervenire in una regione dove gruppi indipendentisti (quali il GAM) erano così forti. Inoltre, l’usanza locale di ricorrere alla medicina tradizionale quando possibile ha fatto sì che molte persone si siano rifiutate di visitare medici o ospedali.

Come si può vedere da questo diagramma (fonte: IBU) il sistema sanitario Indonesiano fa affidamento sui centri di salute dei villaggi per raggiungere la più grande percentuale della popolazione possibile. Le Polindes (cliniche dedicate al parto tenute da levatrici qualificate) sono estremamente importanti in questo sistema perché non solo forniscono aiuto alle partorienti ma si occupano anche della cura dei neonati e dei bambini, con vaccinazioni e medicinali. Il governo centrale ha incentivato la costruzione di quante più Polindes possibile dappertutto in Indonesia (le levatrici possono ottenere la qualifica dopo un solo anno di studio, fatto che ha permesso di aprire un gran numero di cliniche, anche se ha influenzato negativamente la preparazione delle levatrici), e comunque la provincia di Aceh, anche prima dello tsunami, non è mai stata abbastanza sviluppata in questo senso. Il terremoto e lo tsunami hanno reso poi molte delle Polindes esistenti inagibili, rendendo la situazione ancora più grave. Le Polindes fanno parte dei progetti di molte ONG perché in Indonesia le donne in età fertile (dai 15 ai 44 anni) rappresentano ben il 49.9% della popolazione, mentre i bambini (dai 0 ai 14 anni) rappresentano il 30%. Questo ci fa capire quanto sia importante che donne e bambini siano particolarmente seguiti nel sistema sanitario Indonesiano, soprattutto se si prende in considerazione che le condizioni igieniche dei campi di transito e dei villaggi colpiti dallo tsunami sono così scarse che la percentuale di bambini sottopeso è cresciuta esponenzialmente.
ALISEI ha pertanto costruito 32 Polindes in nove sub-distretti (Bandar Baru, Batee, Jangka Buya, Kembang Tanjong, Kota Sigli, Meureudu, Pidie, Simpang Tiga e Ulim), su richiesta delle autorità sanitarie locali. I beneficiari sono stati 6,600 donne e 7,364 bambini che frequentavano queste cliniche. Le Polindes sono state costruite seguendo quattro diversi progetti (ideati con l’aiuto delle autorità sanitarie), secondo le dimensioni e la forma del terreno disponibile. Come menzionato nel precedente progetto, il sistema di Cash for Work verrà usato per impiegare lavoratori locali sui cantieri.

(vedi reportage in Pdf sulla costruzione delle Polindes)

Supporto alla riabilitazione e ricostruzione del settore sociale (housing) del Distretto di Pidie seriamente danneggiato dallo Tsunami del 26 Dicembre 2004, Sumatra del Nord-Est

Finanziamento COOPERAZIONE ITALIANA

2,403 case permanenti sono andate completamente distrutte durante il terremoto e conseguente tsunami nel distretto di Pidie, 1,180 case sono state seriamente danneggiate e 2,121 case sono state lievemente danneggiate. Inoltre, moltissime case semi-permanenti e quelle tipicamente Acehnesi di legno sono state danneggiate o distrutte. Questo ha causato un gran numero di IDP che è stato alloggiato in rifugi temporanei nei quali le condizioni igieniche sono insufficienti a causa del sovraffollamento. La maggior parte delle persone dislocate erano desiderose di tornare ai loro villaggi d’origine, sia per riprendere un ritmo di vita normale sia per poter fare ritorno alle loro comunità (nei campi di transito popolazioni che vengono da diversi villaggi vivono spesso mescolati), ma anche coloro che sono riusciti a tornare nelle loro case, qualora queste abbiano resistito allo tsunami, vivevano in condizioni pericolose, in quanto, per la maggior parte, considerate inagibili dal governo locale. A causa di tutto ciò, la ricostruzione di case è stata considerata una delle priorità degli aiuti post-emergenza sia dal governo che dalle ONG. Questo progetto si è così inserito in una visione globale di sinergia tra le diverse attività implementate da ALISEI, che hanno tutti avuto come scopo la ricostruzione delle infrastrutture sociali che hanno permesso alla popolazione locale di ritornare ad una vita normale.
Il progetto ha provveduto alla costruzione di 33 case permanenti in tre villaggi nel sub-distretto di Ulim (Pulo Ulim, Sibleh Coh e Grong Grong Capa), dove alloggiare fino a 150 persone. Le case sono state fornite di fognature, servizi igienici, fornitura d’acqua dolce e sistemi elettrici. Come negli progetti sopraccitati, è stato usato il sistema di Cash for Work per impiegare i lavoratori necessari.

(vedi due esempi (formato Pdf) di costruzione di case in Ulim file1 e file2)

Supporto alla riabilitazione e ricostruzione del settore educativo del Distretto di Pidie seriamente danneggiato dallo Tsunami del 26 Dicembre 2004 – Sumatra del Nord-Est

Finanziamento Università di Roma “La Sapienza” (AIUTASIA)

Questa scuola, la SD N 7, inserita nella stessa area delle scuole riabilitate dalla Cooperazione Italiana e situata nel villaggio di Kuala Pidie nel sub-distretto di Kota Sigli, è stata gravemente danneggiata dallo tsunami visto che si trovava a poche decine di metri dal mare. I beneficiari sono stati i 120 alunni che non potevano tutti frequentare la scuola a causa degli edifici pericolanti e dichiarati inagibili dal governo distrettuale. L’intervento ha completato le attività allo scopo di ristrutturare l’intera area scolastica.

Le attività previste sono state:
* Riabilitazione del corpo di due aule e della sala degli insegnanti; la struttura consiste ora di tre aule grazie allo spostamento della sala degli insegnanti nell’ufficio del preside;
* Rifacimento della contro-soffittatura;
* Rifacimento di una parete esterna;
* Cambio delle porte d’entrata;
* Riabilitazione dell’ufficio del preside;
* Costruzione di tre latrine/servizi igienici;

(vedi alcune fotografie della Scuola SD N 7 danneggiata)

Supporto post traumatico per la popolazione vulnerabile del Distretto di Pidie (vedi reportage del progetto)

Finanziamento REGIONE MARCHE

A fronte del trauma subito dalla popolazione locale a seguito dello tsunami, si è proposto un intervento rivolto alla ricostruzione del tessuto sociale e del servizio di assistenza psico-sociale nel Villaggio di Sukon, sub distretto di Simpang Tiga, Distretto di Pidie.
ALISEI è intervenuta sulle problematiche del PTSD (Post Traumatic Stress Desease) e sulla gestione del disagio presente soprattutto nella parte di popolazione più debole come i minori e le donne. La scelta di affiancare la struttura a un presidio sanitario di villaggio (polindes o sale parto di villaggio) ha dato la possibilità di incontrare e coinvolgere proprio questa sezione di popolazione.
Il supporto sociale è uno degli ingredienti chiave necessari alla soluzione delle problematiche presenti. Gli spazi di gioco e gli operatori che sono stati formati, hanno creato le sinergie adatte a trattare il trauma che possa essere riconosciuto tramite il gioco, il teatro e la convivenza negli spazi comuni messi a disposizione dal centro.
Il progetto ha previsto la costruzione di una struttura capace di ospitare la popolazione locale colpita dallo tsunami, indirizzata in particolare ai bambini e alle donne. Il centro è composto da 1 spazio multi funzionale, 1 gazebo, 1 area giochi, 4 bagni (2 per adulti e 2 per bambini) e un giardino ricreativo.
Con i fondi del progetto è stato inoltre pubblicato il libro fotografico “Tsunami, Indonesia, Reportage ad un anno di distanza”, con la prefazione di Sigfrido Ranucci, a cura di Francesco Mazzone e fotografie di Rosario Cinque, Miriam Montesi e Marcelo Gonzalez.

(vedi il libro con i disegni dei bambini della scuola di Sukon)

Fornitura di materiale sanitario alle Sale Parto di Villaggio (POLINDES) del Distretto di Pidie seriamente danneggiato dallo Tsunami del 26 Dicembre 2004 – Sumatra del Nord-Est

Finanziamento REGIONE PIEMONTE

Il progetto ha previsto la fornitura di attrezzature e materiali sanitari consumabili presso le 32 Polindes (sale parto, beneficiate dal progetto nell’ambito dei fondi d’emergenza erogati dal Ministero degli Esteri Italiano tramite l’Ufficio della Cooperazione di Jakarta) dedicate alle mamme ed i bambini dei sub distretti di Pidie.
A fronte di una forte carenza di materiali consumabili – guanti, garze, ecc. – che attualmente vengono lavati e riutilizzati, elevando in modo esponenziale l’esposizione al rischio di malattie trasmissibili, si sono beneficiate le donne in età fertile che in Indonesia sono il 49,90 % (da 15 a 44 anni) della popolazione ed i bambini(da 0 a 14 anni) che rappresentano il 30% della popolazione indonesiana.

Inoltre, a seguito delle attività di riabilitazione e approvvigionamento delle 32 Polindes, le donne ed i bambini che erano costretti a recarsi in punti di salute lontani dai loro villaggi per avere assistenza sanitaria, possono attualmente usufruire delle nuove strutture.