AREEINTERVENTO2

GABON

In Gabon ALISEI ha realizzato programmi in difesa dei diritti umani e ha gestito importanti progetti a tutela dei minori e a sostegno dei rifugiati. Da inizio 2013 è in corso il progetto “On Mange Local” per la sicurezza alimentare del Paese.

Progetto “On mange local”

Dalla partnership tra Alisei e Brainforest un progetto di sicurezza alimentare finanziato dall’Unione Europea che coinvolgerà 19 associazioni gabonesi membri della piattaforma “Or Vert”

gennaio 2015 – Proseguono le attività di produzione agricola e di commercializzazione da perte delle associazioni sostenute dal progetto. Il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea.
Per essere sempre aggiornati sulle attività in corso visita il sito dedicato al progetto.

Alisei e il diritto di essere bambini

In Africa Occidentale ALISEI lavora in modo specifico per il diritto all’infanzia con numerosi progetti per la difesa e la tutela dei minori.

ALISEI include nelle proprie strategie d’intervento l’appoggio alle politiche pubbliche per la gratuità e l’obbligo dell’insegnamento primario, con particolare attenzione verso le bambine, vittime principali su larga scala di abbandono, evasione scolastica e analfabetismo. In questo contesto rientra anche il settore pre-scolare o scuola d’infanzia (asili nido, scuole materne) come strumento precoce di presa in carico dei diritti fondamentali dei bambini da parte degli Stati e per contrastare il fenomeno, oramai di massa in molti Paesi, dei bambini abbandonati (bambini di strada).

Da anni ALISEI lotta contro il traffico dei bambini, soprattutto per proteggere e difendere i minori dei Paesi dell’Africa Occidentale che vengono tolti dalle famiglie e dai Paesi d’origine per essere ridotti in schiavitù. Alisei ha attuato campagne di sensibilizzazione in diversi Paesi e in Italia, coinvolgendo le Ambasciate, ONG e autorità locali per rendere noto il fenomeno e per abolire l’indifferenza verso un problema concreto e in continuo sviluppo.

Il fenomeno del traffico dei minori nell’Africa Occidentale negli ultimi anni ha assunto dimensioni allarmanti. I Paesi principalmente coinvolti in questo traffico sono Nigeria, Benin e Togo. I Paesi recettori, meta finale dello sfruttamento dei bambini, sono invece Gabon e Costa d’Avorio.

In questo contesto s’inserisce il programma pluriennale della ONG Alisei “Il diritto di essere bambino”, finanziato dalla UE, nato dalla necessità d’intervenire a causa della degenerazione costante di questo fenomeno registrata dalle Ambasciate dei paesi coinvolti e dalle Organizzazioni Internazionali e locali quali Unicef e Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro).

Una prima fase del programma, sviluppatasi tra il 2001 e il marzo 2003, ha agito con lo scopo di migliorare le condizioni di vita dei bambini nel rispetto dei loro diritti puntando principalmente sui seguenti obbiettivi :

Informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle famiglie d’origine dei bambini

Riabilitazione e messa in funzione di alcuni Centri di Accoglienza per i bambini in Gabon nei quali dare loro una prima assistenza sia da un punto di vista medico/sanitario sia un sostegno psicologico e pedagogico.

Rimpatrio e reintegro dei bambini nel loro Paese d’origine.

Quantificazione del fenomeno.

Un traguardo importante è stato la stesura della “Dichiarazione di Libreville” (stipulata il 7 febbraio 2003 e riconosciuta dal Parlamento Europeo nel luglio 2003 come importante punto di partenza per far fronte alle evidenti lacune degli ordinamenti giuridici locali) nella quale sono state stilate 16 “raccomandazioni” e linee guida, come punti di partenza della lotta al traffico dei minori.

La seconda fase ha avuto lo scopo di

Rendere il sistema di informazione e sensibilizzazione più efficace e permanente
Dare sempre maggiore funzionalità dei Centri di Accoglienza
Favorire e organizzare il ritorno dei minori nei Paesi d’origine
Ottenere una sempre maggiore collaborazione da parte delle autorità per reprimere il fenomeno
accrescere le competenze e le conoscenze nell’ambito della lotta al traffico dei minori
Vedi i reportage1 e reportage2

Alisei e l’appoggio ai Rifugiati

ALISEI è partner dell’ Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e realizza in Gabon il programma di assistenza multisettoriale e integrazione dei rifugiati congolesi nelle località di Franceville, Tchibanga e Libreville « Soins et entretien pour les refugies au Gabon ».
Le attività sono mirate ad integrare i rifugiati con le popolazioni locali, la strategia messa in atto è quella di far partecipare i rifugiati alla realizzazione dell’assistenza multisettoriale per l’identificazione di progetti comunitari al fine di garantire il successo dell’integrazione.
A tal fine viene data particolare attenzione e appoggio alle attività generatrici di reddito in modo che la ricaduta dei profitti non sia limitata ai profughi, ma all’intera comunità .
La disposizione geografica dell’area d’intervento e’ molto vasta, il progetto copre 2 province quasi totalmente rurali e assiste il 40% dei rifugiati presenti sul territorio gabonese.
I settori di intervento sono:

Salute : implementazione dei « Soins de santè primaire » come stabilito dall’accordo di Bamako.

Servizi communitari : assistenza finanziaria, morale e/o psicologica ai rifugiati.

Micro credito: sostegno ai rifugiati richiedenti micro finanziamenti.

Educazione: supporto agli studenti liceali e a quelli inseriti in scuole professionali

Agricoltura: supporto nelle procedure di semina, allevamento, raccolta e vendita dei prodotti agricoli.

Logistica: supporto a tutte le attivita amministrative
Nel corso delle annualità Alisei ha ricevuto finanziamenti in loco da parte dell’Ambasciata Americana, a supporto di gruppi di rifugiati con particolare attenzione alle donne, per l’implementazione di attività agricole destinate all’acquisizione di materiale per le piantagione della manioca e giardinaggio.

L’Ambasciata Giapponese ha finanziato un progetto di rinnovamento della dotazione medicale dei dispensari per i rifugiati. E’ stata rinnovata la dotazione medicale dei dispensari per i rifugiati. Facevano parte della dotazione: sterilizzatori, strumenti per piccola chirurgia, refrigeratori, mobilio per ambulatori.