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25 Novembre 2020_TUTTI I GIORNI, PER I DIRITTI DELLE DONNE

Il 25 Novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il giorno in cui, ogni anno, il mondo intero si unisce alle United Nations per ricordare e combattere la discriminazione, la disuguaglianza e la violenza di cui le donne ancora sono vittime.

Ogni giorno, da oltre 34 anni, lavoriamo a fianco delle donne, per aiutarle a tutelare i loro diritti, per ascoltarle, per sostenerle nelle molteplici attività quotidiane che svolgono all’interno delle loro comunità, per difendere il patrimonio di capacità, cura, affetto, sviluppo che rappresentano nella vita di tutti.
Per maggiori informazioni:
https://bit.ly/3fzBx15

Zakouma 7_la storia del nostro intervento_ CONCERTAZIONE e DIALOGO

Con la nostra metodologia partecipativa siamo riusciti in un’impresa che nessuno aveva mai realizzato: far dialogare le autorità locali, i rappresentanti delle comunità nomadi e quelle sedentarie del Parco Nazionale di Zakouma promuovendo la concertazione e la gestione condivisa e pacifica delle risorse naturali.
Per questo l’atelier di concertazione, realizzato nel villaggio di Kié-Kié in presenza dei portavoce di tutti i beneficiari, rappresenta un momento storico per le comunità del Ciad.
Il suo risultato più importante è stato l’identificazione di un nuovo corridoio di transumanza esterno al Parco e che collega Kakoul a Djoulbo (75 km), il cui utilizzo da parte dei gruppi nomadi viene incentivato dalla costruzione delle importanti infrastrutture agropastorali del progetto (bacini idrici, pozzi, farmacie veterinarie, parchi di vaccinazione). Il corridoio si aggiunge ai corridoi tradizionali già esistenti e riabilitati, dando vita ad un percorso tracciato lungo oltre 300 km.
Il corridoio è di fondamentale importanza perché permette di mantenere la transumanza del bestiame all’esterno del parco di Zakouma preservandone l’integrità ed è frutto di un complesso processo di confronto e di dialogo con le comunità nomadi della Piana, le autorità statali, le autorità tradizionali e i rappresentanti degli allevatori (kachim -bet e ferricks).
L’atelier di Kié-Kié ha portato alla firma di un protocollo di accordo, con l’approvazione del tracciato del corridoio e la costituzione di un comitato di monitoraggio dell’installazione dei 600 cippi di segnalazione che lo delimitano.
Il progetto é co-finanziato dalla Commissione Europea e da donatori privati.

Zakouma 6_la storia del nostro intervento_ FORMAZIONE E SOCIALIZZAZIONE

La preservazione sostenibile e concertata delle risorse naturali dell’area del Parco Nazionale di Zakouma è l’obiettivo primario di questo progetto. Per questo, una particolare attenzione è stata rivolta alla sensibilizzazione e alla formazione delle comunità al fine di accompagnare la loro presa in carico delle opere idriche e il loro efficiente utilizzo una volta terminato l’intervento. Per ciascuna infrastruttura realizzata (corridoio di transumanza, pozzi, bacini idrici, farmacie veterinarie, parchi per la vaccinazione) l’équipe del progetto ha costituito dei Comitati di Gestione (COGES), eletti democraticamente e composti da rappresentanti delle varie componenti delle comunità (allevatori nomadi, agricoltori), dotandoli anche di un manuale tecnico per la gestione dei punti d’acqua. Inoltre, abbiamo organizzato due sessioni di lavoro con il presidente della Federazione provinciale degli allevatori nomadi e con una delegazione della Provincia del Salamat per la costituzione di una piattaforma di dialogo permanente anche con le autorità che avrà il compito di elaborare accordi per definire formalmente diritti e doveri di ognuno nell’utilizzo delle risorse naturali.
Il progetto é co-finanziato dalla Commissione Europea e da donatori privati.

Zakouma 5_la storia del nostro intervento- I POZZI DI ADOUMOSSO E AMKAMBOULLAH

Vicino ai bacini idrici di Adoumosso et Amkamboullah nel 2017 abbiamo completato i primi due pozzi alimentati da pannelli solari, fondamentali per accedere all’acqua durante la stagione secca.
Inoltre, i membri dei comitati di gestione dei pozzi hanno partecipato a sessioni di formazione dedicate al montaggio e allo smontaggio dei pannelli, al loro trasporto e alla manutenzione, alle misure igieniche da adottare nell’aerea circostante i pozzi e i bacini.
Per ciascun bacino abbiamo realizzato una pompa ad immersione alimentata da pannelli solari che consente agli agricoltori e ai transumanti di avere sempre a disposizione una fonte di acqua. Sono pozzi con una profondità variabile tra i 50 e i 95 metri.
Nel 2018 ad es. ben 3780 persone, che hanno attraversato l’area con 15.000 capi di bestiame, hanno usufruito di acqua potabile grazie a questo intervento.

Zakouma 4_la storia del nostro intervento_ I BACINI IDRICI DI AODOUMOSSO E AMKAMBOULLAH

Tra le prime attività che abbiamo svolto vi è la realizzazione dei bacini idrici per l’abbeveramento del bestiame d’allevamento che attraversa la Piana di Gara. A seguito a una riunione informativa con i villaggi limitrofi, in cui sono stati coinvolti i beneficiari e i transumanti, abbiamo identificato i due primi siti per la realizzazione dei bacini di abbeveraggio. Essi svolgono una funzione di estrema importanza per la sopravvivenza degli animali soprattutto durante la stagione secca e fanno sì che gli allevatori si spostino su piste esterne al parco naturale di Zakouma.
I lavori per la realizzazione dei primi due bacini idrici nelle località di Adoumosso e di Amkamboullah sono stati completati nel 2018. Hanno una lunghezza di 160 metri, sono larghi 100 m e profondi 3.

Zakouma – 3_ la storia del nostro intervento_l’Alleanza Mondiale per la lotta al Cambiamento Climatico-AMCC+

Il nostro progetto rientra nel programma dell’Alleanza Mondiale per la Lotta al Cambiamento Climatico, AMCC+.
Il programma AMCC+ è stato creato dall’Unione Europea nel 2007 con risorse del Fondo Europeo di Sviluppo per rafforzare il dialogo e la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.
AMCC+ aiuta i 79 paesi partner dell’area ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) a mettere in atto risposte di adattamento e di attenuazione degli effetti del cambiamento climatico.
E’ una piattaforma internazionale di dialogo e scambio di esperienze tra Paesi con 3 ambiti prioritari d’intervento:
1) Strategie settoriali di adattamento e attenuazione al cambiamento climatico
2) Rafforzamento della “resilienza”/capacità di risposta agli shock derivanti dal cambiamento climatico
3) Integrazione delle misure contro il cambiamento climatico e di quelle per la riduzione della povertà

La Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico (ONU) correla il cambiamento climatico ad attività umane che alterano la composizione dell’atmosfera planetaria e che si sommano alla naturale variabilità osservata su intervalli di tempo analoghi. Il rapporto dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change) del 2013 ha rilevato che: 1) dal 1880 al 2012 la temperatura media globale è aumentata di 0,85°C; 2) la temperatura degli oceani è aumentata, i livelli di neve e ghiaccio ridotti ad una media di 1,07X 106 Km2 ogni 10 anni e i livelli dei mari sono cresciuti di 19 cm (dal 1901 al 2010). Tra le cause principali vi è la concentrazione record di gas serra, derivante da processi insostenibili di industrializzazione, deforestazione, crescita demografica incontrollata e produzione agricola su larga scala. L’accordo di PARIGI del 2015 ha indicato l’urgenza di adottare misure per prevenire l’aumento della temperatura globale oltre 1,5°C per evitare il verificarsi di effetti catastrofici (siccità, inondazioni, distruzione della biodiversità, etc.). Proprio nel 2015 Papa Francesco ha pubblicato l’enciclica Laudato sì per richiamare l’attenzione dell’umanità sulla necessità di salvare il nostro pianeta

IN TCHAD AMCC+ è intervenuta per aiutare a definire una strategia nazionale di integrazione delle misure per ridurre gli effetti del Cambiamento Climatico con quelle per lo sviluppo. Questa strategia è molto importante perché riconosce la connessione evidente tra l’aumento della povertà, del sottosviluppo e il deterioramento dell’ambiente. Il nostro progetto a sostegno del Parco di Zakouma rientra nel piano di azione di AMCC.
CONTESTO
A seguito delle siccità ricorrenti degli ultimi decenni, connesse al cambiamento climatico indotto da attività umane, la piana di Gara situata a Sud del Parco Nazionale di Zakouma (PNZ), nella Regione del Salamat, nel Sud Est del Ciad è stata identificata come area “ricca di ecosistemi rari e preziosi” per la pastorizia.
Alisei si è quindi impegnata a partire dal 2017 per individuare siti strategici nella Piana di Gara dove impiantare
• Infrastrutture idriche (ACQUA: 4 pozzi profondi alimentati a pannelli solari e 4 grandi bacini di abbeveramento)

• e sanitarie (SALUTE: 3 farmacie veterinarie e 3 parchi di vaccinazione)

adottando il metodo partecipativo e consensuale che coinvolge tutte le parti interessate, in particolare le comunità agricole sedentarie, gli allevatori nomadi e le autorità locali a supporto della convivenza pacifica
(PACE).
Questa vasta area ogni anno è attraversata da circa 40.000 allevatori nomadi alla ricerca di pascoli durante la stagione secca (dicembre – maggio). Nonostante nella piana si trovino 7 siti con un forte potenziale per la pastorizia, la quasi inesistenza di punti d’acqua permanenti nella stagione secca pone a rischio la vita delle comunità nomadi, è all’origine di potenziali conflitti per l’appropriazione delle risorse scarse con le comunità agricole sedentarie e inoltre mette a rischio la sopravvivenza del parco di Zakouma, che protegge un patrimonio di biodiversità unico al mondo, l’ecosistema sudano-saheliano (https://bit.ly/301FUMF). Ricordiamo che la perdita di biodiversità è un fenomeno che sta avvenendo su scala planetaria, ancora una volta è provocato dai modelli di sviluppo insostenibili, i cui principali responsabili sono i Paesi del Nord del Mondo ma le cui più gravi ricadute si producono nel Sud del Mondo, contribuendo a conflitti e migrazioni.

Il progetto è quindi nato anche per promuovere la tutela del Parco Nazionale di Zakouma, il primo Parco naturale ad essere stato istituito in Ciad nel 1963, caratterizzato da un ecosistema unico al mondo, quello sudano-saheliano, caratterizzato da una flora, da una fauna e da una biodiversità più uniche che rare: le giraffe del Khordofan, le antilopi Lelwel, gli elefanti del Sahara, i rarissimi rinoceronti neri.
La sopravvivenza del Parco è messa a rischio dalle attività agricole e pastorali delle comunità che vivono nelle aree limitrofe, che ne utilizzano le risorse in modo indiscriminato e mettono a repentaglio l’equilibrio a causa del passaggio disordinato di migliaia di capi di allevamento nei periodi di transumanza.
Il progetto ha l’obiettivo di definire e rinforzare i confini del Parco, tutelandone l’integrità, e di favorire la coesistenza pacifica tra gli agricoltori.